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Erboristeria fitoterapia rimedi naturali

Erboristeria curare le patologie più diffuse

Foglie, fiori, radici e frutti delle piante, la fitoterapia si basa su ingredienti semplici, non a caso le sue radici sonno antichissime: già l'uomo preistorico aveva imparato a distinguere in modo empirico le erbe e le usava per curarsi. Gli egiziani ricavavano oli essenziali dalle piante per utilizzarli nella mummificazione. I cinesi, quasi 5.000 anni fa, conoscevano le virtù del ginseng, oggi ad affidarsi alla fitoterapia, secondo l'Istat, sarebbe il 9% degli italiani ma il trend è in aumento. L'OMS ha riconosciuto l'uso terapeutico delle piante medicinali come parte integrante della terapia medica e ne ha promosso lo studio. Il settore dunque, come dicevo poco fa, è in continua crescita seppure osteggiato da molte lobby mediche.

La fitoterapia è la madre della moderna farmacologia: la metà dei medicinali nasce da molecole isolate nei vegetali, oppure da molecole di sintesi chimica costruite a somiglianza delle piante. Il modo d'azione è simile alla tradizione allopatica: si utilizza una sostanza per curare determinati sintomi o disagi, ma a differenza dei farmaci, però, in cui agisce un principio attivo, cioè una molecola isolata, le piante agiscono per effetto di un insieme di sostanze. Per sfruttare al meglio gli effetti si usa tutta la pianta sotto forma di estratto, tisana o tintura.

Oggi i fitoterapici si trovano in commercio sotto molte forme: tisane, bagni, compresse, tinture, capsule, unguenti e infusi, inoltre, i preparati possono essere a base di una sola erba o mixare varie sostanze. Se il gusto della tintura o dell'infuso non è piacevole, possono essere diluiti in acqua, succhi di frutta o addolciti con miele, infatti, il contatto con altre sostanze non compromette le proprietà delle erbe.

La fitoterapia è efficace per combattere disturbi neurovegetativi, dermatiti, malattie respiratorie, cefalee e infezioni batteriche. Inoltre, se seguita con costanza e in modo corretto, può rafforzare il sistema immunitario, riducendo il rischio di malattie e di infezioni ricorrenti. Proprio perché i fitofarmaci sono concentrati e quindi potenti, è meglio seguire alcune precauzioni. Una indagine ha messo in evidenza che in Europa 7 pazienti su 10 non comunicano al medico l'utilizzo di erbe o tisane.

Questo può rivelarsi un errore: anche se raramente, alcune erbe possono scatenare reazioni allergiche. Quando si prende un fitofarmaco è importante rispettare le dosi dettate dal terapeuta o scritte nel foglietto illustrativo, fare attenzione a ogni sintomo avverso che possono scatenare su soggetti sensibili: appena si presentano prurito, cefalee, eruzioni cutanee, difficoltà respiratorie o sudorazioni eccessive, è necessario sospendere il trattamento e consultare subito un medico.

Consigli di assunzione fitofarmaci

Attenti alle controindicazioni: alcune erbe possono agire con i farmaci tradizionali diminuendone gli effetti o aumentandoli. Le interazioni registrate non sono molte, ma è meglio tenerle a mente, ed evitare abbinamenti pericolosi.

Propoli e uva ursina: hanno un forte effetto antibiotico che è inutile sommare a quello dei farmaci antibiotici tradizionali.

Ginseng ed eleuterococco: non devono essere presi insieme a terapie ormonali come ad esempio la pillola anticoncezionale, o ai cortisonici perché possono interferire sugli effetti dei farmaci.

Ginko, spirea ulmaria, estratti di aglio, meliloto non vanno usati contemporaneamente con antiaggreganti delle piastrine (aspirina) e terapie anticoagulanti, perché ne potenziano l'effetto aumentando il rischio di emorragie.