tè storia

Tè Verde

Il Tè - storia e usi del tè

Il tè è la bevanda nazionale della Cina, i cinesi ne bevono continuamente e abbondantemente ovunque si trovino, ne fanno un infuso con acqua bollente he viene aggiunta ripetutamente alle foglie poste in una tazza coperta o un recipiente di terracotta, in questo modo si calma la sete con una bevanda sicuramente affidabile igienicamente, poiché è bollita, e intanto se ne sfruttano le proprietà positivie, senza subirne gli effetti indesiderabili.

In realtà il tè è diventato bevanda popolare solo in tempi relativamente recenti, uando sotto la dinastia Ming si è cominciato a prepararlo per infusione.

Le modalità di preparazione delle epoche precedenti (bollitura o polverizzazione con successiva emulsionein acqua) infatti richiedevano una prassi più complessa e ottenevano un liquido più concentrato e ricco in principi attivi.

Tuttora ogni volta che si voglia sfruttarne le qualità terapeutiche si fa ricorso al decotto, il cosiddetto tè forte che viene fatto bollire a lungo, o alle pillole; mentre si preferisce l'infuso nelle somministrazioni protratte, in soggetti eccitabili, o insonni per limitarne gli effetti indesiderabili.

Alle foglie di tè, che già nel VI secolo erano dette "buone per chi dorme troppo", è tradizionalmente assocciata l'azione di rendere lucida la mente, chiara e limpida la visione. Amaro, dolce e fresco elimina il calore e le tossine che al calore sono associate, drenandole in basso con la diuresi; calma la sete e produce liquidi organici.

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Ma le sue proprietà astringenti, esaltate soprattutto nel tè verde, lo rendono utilissimo soprattutto nelle diarree e dissenterie acute da calore sia da calura estiva che da cibi non ben lavati o da ristagno interno che si trasforma in calore.

Nelle gastro-enteriti acute si unirà 10 g di polvere di tè ad altrettanti di zenzero secco da assumere in acqua calda 2-3 volte al dì; invece la dissenteria, ma anche le enteriti acute e croniche, possono essere trattate vantaggiosamente assumendo 2-5 ml di tè molto forte, 3-4 volte al dì.

Và tenuto comunque sempre conto dello stato generale del soggetto: se c'è uno stato di debolezza di milza o rene che ha provocato o mantiene la patologia in atto sarà importante primriamente sostenere gli organi carenti.

Pillole di tè (3 g per 4 volte al dì per 2-3 settimane) sono state usate nell'epatite infettiva acuta con buoni risultati. A trarre giovamento da questa terapia sono soprattutto gl iitteri cosiddetti yang da calore e umidità, caratterizzati da colore della pelle e delle sclere giallo arancio brillante, sete tormentosa, stipsi e urina scarsa.

Nella fase acuta dell'Herpes Zoster - che dalla medicina cinese è considerato espressione di umidità calore - si potranno fare con vantaggio delle applicazioni locali di tè forte ottenuto dalla bollitura della polvere di tè. Curioso è l'uso, per prevenire la schistosomiasi, di applicare a scopo preventivo olio di foglie di tè e verbena officinale sugli arti e intorno alle unghie, attraverso cui penetra il parassita, prima di immergersi in acque sospette.

L'azione comune più interessante per gli occidentali, continuamente preoccupati del mantere la linea senza rinunciare a iperalimentarsi, è quella nei confronti del metabolismo dei grassi. Il tè, in generale ma più specificatamente il tè verde e alcuni sottoposti a trattamenti particolari (come il Tuocha o Wulong) sono considerati da secoli efficaci nel facilitare la digestione delle sostanze grasse, specie di origine animale, nel trattamento dell'obesità e dell'ipercolesterolemia.

Più attivi a questo scopo sono i tè forti ma anche l'assunzione costante e metodica di infuso esercita una azione simile anche se meno marcata. In commercio si trovano poi dei tè "dimagranti" in cui alle foglie di camelia sono associate erbe diverse, per lo più rinfrescanti e depurative.

L'efficacia del Tuocha nell'abbassare e contenere i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue è stata ormai dimostrata da ricercatori sia cinesi che occidentali, così come la sua capacità di ridurre rapidamente il tasso alcolico del sangue.

Viene diffusamente utilizzato nei soggetti a rischio di arteriosclerosi: và bollito epr qualche minuto in recipienti non metallici poi, ancora caldo, se ne bevono una o due tazze al giorno.