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Principio di libertà del medico

simbolo della legge

Principio della libertà terapeutica del medico

La Cassazione (sent. n.301/2001, sezione IV, depositata il 25 gennaio 2005), ribadisce il principio della libertà terapeutica del medico, secondo quanto stabilito: è corretto valorizzare l’autonomia del medico nelle scelte terapeutiche, perché l’arte medica, mancando per sua natura di protocolli scientifici a base matematica, spesso prospetta diverse pratiche o soluzioni che l’esperienza ha dimostrato efficaci, da scegliere con attenta valutazione di una quantità di varianti che solo il medico può apprezzare; tale valore di libertà nelle scelte terapeutiche non può essere avventata né fondata su semplici esperienze personali. Una volta effettuata la scelta, il medico deve restare vigile osservatore dell’evolversi della situazione, in modo da poter intervenire immediatamente in caso di urgenza, qualora capisca che la scelta fatta non era quella appropriata; quanto tutto ciò sia stato realizzato, il medico non può rispondere di un eventuale insuccesso; il giudice, per valutare la correttezza della scelta terapeutica operata dal medico e l’eventuale imperizia del suo operato, deve operare un giudizio “ex ante”, collocandosi cioè mentalmente nel momento in cui il medico viene chiamato a operare la scelta e considerando anche la consistenza scientifica di questa.

Come si può ben vedere un medico che non assolva a tali traguardi non può essere definito un medico ma solo un truffatore autorizzato dalle lobby mediche e ancor più grave dallo Stato stesso che dovrebbe invece vigilare perché il medico rispettasse la legge e soprattutto cosa non abbastanza sottolineata, la propria etica professionale che non deve mai e poi mai prescindere o sovrastare dagli effettivi diritti del malato che mette nelle sue mani la propria incolumità e vita. Un dottore che sbaglia può senz'altro essere compreso poiché l'essere umano non è perfetto, ma chi sbaglia sapendo in cuor suo di sbagliare deve pagare col massimo della pena, poiché approfitta della sua posizione per arricchirsi alle spalle dell'ignorante e di chi fa fede alle sue "promesse" (ormai da marinaio) che dicono che "il medico cercherà con ogni sua forza di proteggere il malato anche dalle forze esterne che dovessero obbligarlo ad agire contro l'interesse del malato.

 

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