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Proverbi popolari sulle Erbe

Proverbi saggezza popolare 

Erbe e proverbi

Si sa che i proverbi non hanno storia: infatti, non sarà mai possibile risalire all'origine di un proverbio, stabilire cioè chi fu a escogitarlo e chi, all'inizio, lo divulgò. Comunque il primo che disse: “Non si faccia mai di ogni erba un fascio”, volendo con questa battuta sentenziare che occorre sempre distinguere tra erbe buone e erbe cattive, tra uomini onesti e disonesti, non poteva essere che un uomo saggio e ricco di esperienza. Il suo motto arguto, ritenuto da tutti pieno di buon senso ma soprattutto calzante in quella particolare circostanza, fu preso in prestito dalla comunità per essere ripetuto in casi analoghi e alla fine divenne proverbio.

I proverbi sono perciò distillati di saggezza, di arguzia, di buon senso ma più spesso costituiscono una massima ricavata dalle osservazioni fatte nel corso di molteplici esperienze. La loro lapidarietà è sempre più efficace di un lungo discorso; la loro causticità a volte ferisce più della punta di una spada; la loro immediatezza di significato inoltre suscita immagini più vive e più comunicative del quadro di un pittore. Insieme agli animali, le erbe hanno trovato largo spazio nella letteratura proverbiale di ogni tempo anzi, esse sono state certamente le prime a ispirare un detto, un motto, un paragone, allorché si sono voluti indicare, evocandone la forma o qualche altra caratteristica, certi vizi, certe virtù e certe abitudini degli uomini.

Lo dimostra il fatto che molti proverbi che hanno per argomento le erbe sono antico e comune patrimonio di popoli diversi: li troviamo infatti espressi, quasi con i medesimi termini, presso comunità asiatiche, europee o sud americane. L'espressione “essere ridotto al verde” è nota da secoli presso i turchi come presso i messicani, i cinesi, gli australiani e alcune tribù africane; per tutti sta a significare la stessa cosa e cioè che un uomo si è ridotto a essere così povero da non poter più procurarsi la carne per il pranzo e che è perciò costretto a cibarsi di soli vegetali (alimenti verdi per eccellenza). Ecco ora una piccola raccolta di proverbi di ogni paese che hanno per oggetto le erbe e i vegetali in genere.

Chi puzza d'aglio non se ne accorge.

Sopra l'albero caduto ognun corre a far legna.

All'albero che non da frutti non si tirano sassi.

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Ogni albero prima è stato arbusto.

Albero spesso trapiantato, mai di frutti è caricato.

Cavar le castagne dal fuoco con la zampa del gatto.

Per gli ingrati e i cavolfiori, non sprecar cure e favori.

Non c'è cicoria che non guardi in su che non abbia la sua virtù.

Chi conosce la cicoria leva la palandrana al farmacista.

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 Una ciliegia tira l'altra.

Chi mangia le ciliege coi signori, ne succhia solo i noccioli.

Il poeta vede la palma ma non i datteri.

L'erba non cresce sulla strada maestra.

Campa cavallo che l'erba cresce.

Sulle soglie infelici l'erba mette radici.

Quando canta l'assiolo il contadin pianta il fagiolo.

Fava e mela con l'acqua allega.

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La fame muta le fave in mandorle.

Prendere due piccioni con una fava.

Un fior non fa ghirlanda.

Il frumento rende più al mulino che nella greppia.

Freddo a gennaio, frumento nel granaio.

Frutta presto matura poco dura.

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Frutto proibito più saporito.

Marzo ventoso frutteto maestoso.

Chi cerca frutta buona ne attenda la stagione.

Chi mangia frutta dura non mangia quella matura.

A settembre pioggia e luna son dei funghi la fortuna.

Il cespuglio di ginestra all'invidioso sembra na foresta.

Chi ha seminato gramigna non può raccogliere uva nella vigna.

Non sempre un piatto di lenticchie vale una primogenitura.

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Quando è estate, lenticchie non van mangiate.

Le mele mature fanno sembrare più alto l'albero.

La mela non casca lontano dall'albero.

Due meloni non stanno nella stessa mano.

Bisogna rompere il gheriglio se si vuol mangiare la noce.

Donne, asini e noci vogliono le mani feroci.

Chi pianta noce, non mangi noci.

Se sei destinato ad essere noce, finirai schiacciato tra due pietre.

Anche l'ortica cresce assai superba, finché la falce non pareggia l'erba.

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Con polenta e con patata, ogni fame vien saziata.

Quando la pera è matura, convien che caschi.

Una pera marcia ne guasta cento.

Quando i pini bruciano fan un gran chiasso, come gli schiocchi quando parlano.

Non raccogliere i fiori del pisello e la fava in maggio.

Piselli e fiori sono belli solo quando son infanterelli.

Ad ogni pisello il suo bacello.

Il pruno non fa melarance.

I fiori del pruno non li raccoglie nessuno.

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Chi mangia i frutti della quercia non trova più buoni i datteri.

La radice del giusto porta sempre buoni frutti.

Non si può cavar sangue da una rapa.

Testa di rapa non fa progetti.

Se vuoi molto campare rape devi mangiare.

La rapa e il rapanello fanno il viso bello.

Donna, mulo e rapa han la stessa testa.

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Non c'è rosa senza spine.

Non c'è rosa che non avvizzisca.

Certe chiacchere tra amiche sembran rose ma son ortiche.

Da rosa nasce spina e da spina rosa.

Se la donna sapesse cosa il sedano all'uomo fa, lo andrebbe a trovare in Canadà.

Non sempre e dappertutto, buon seme da buon frutto.

Chi mal semina mal raccoglie.

Chi parla semina chi tace raccoglie.

Chi semina in pianto, raccoglie in canto.

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Chi semina spine non vada scalzo.

Chi semina vento raccoglierà tempesta.

Si raccoglie ciò che si semina.

Dove la siepe è bassa ognuno vuol passare.

La strada del pigro è come una siepe di spine.

Al nascere la spina porta la punta in cima.

Mangia l'uva e non chiedere la vigna.

La verdura è una pietanza che vuol olio in abbondanza.

Per San Luca cava rapa e semina zucca.

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