sigaretta elettronica
  • Home
  • Sigaretta elettronica

Sigaretta elettronica e-cigarette

sigaretta elettronica fa male 

Differenti sigarette elettroniche

Sigarette elettroniche fanno male

La sigaretta elettronica è nient'altro che uno strumento che imita come funzionamento e, in certi casi, anche nella forma esterna, certi mezzi che l'uomo ha cominciato a usare (almeno qui in Europa) dalla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo (anche se la vera scoperta è di molto antecedente).

La sigaretta elettronica o e-cigarette, è uno strumento dotato di batteria miniaturizzata collegata a un atomizzatore e un serbatoio di essenza (non quella naturale delle piante ma più propriamente si tratta di sostanze chimiche che nulla hanno di naturale). Quando la persona inspira attraverso il beccuccio della sigaretta elettronica (costruita anche per imitare le forme di pipe e sigari oppure avente una forma totalmente personale e più tecnologica) aziona l'atomizzatore che fa passare l'essenza caricata nel serbatoio rendendolo simile al fumo di sigaretta almeno in apparenza ma con l'assenza di vero fumo da combustione come le sigarette normali oltre al fatto che un led posto alla fine dello strumento cerca di imitare anche la brace che si produce durante l'inalazione da una vera sigaretta (anche se questo funzionamento non viene usato su tutti i modelli perché non serve a nulla e consuma la batteria prima del tempo).

sigaretta elettronica smontata parti

Nonostante le sigarette elettroniche presentino spesso
forme differenti, hanno generalmente gli stessi
componenti:
• un filtro contenente una cartuccia
• un vaporizzatore (cartomizzatore)
• una batteria ricaricabile
• un circuito elettronico interno.

 

Sigaretta elettronica fa male

Il liquido che si immette nella sigaretta elettronica può essere inserito varie volte nella parte di serbatoio chiamato anche "tank" che altro non è se non un recipiente semi chiuso collegato all'atomizzatore. Il liquido da usare con la sigaretta elettronica si può comperare aromatizzato in varie maniere (al cioccolato, alla nicotina - per chi vuole fumare come con una sigaretta comune ma senza averne i problemi "sociali" comuni nella combustione normale - alla vaniglia, alla fragola, menta, vaniglia, liquirizia, caffè, cognac, sigaro/pipa) oppure può essere acquistato sciolto così da poter decidere di comporre il proprio liquido come meglio si sente durante la giornata, in questo caso si acquisteranno glicole propilenico e glicerolo (le due basi comuni a tutte le miscele), soluzione con nicotina e aromi. Il componente principale della sigaretta elettronica è costituito dal vaporizzatore o cartomizzatore.

Questo riscalda il liquido contenuto nella cartuccia, o nel serbatoio (Tank), creando una sospensione gassosa che trasporta le sostanze del liquido, lasciandole quasi inalterate grazie all'assenza di combustione. Quasi tutte le sigarette elettroniche usano una batteria a ioni di litio ricaricabile che fornisce energia a tutto il circuito e può essere ricaricata tramite apposito carica batterie fornito con l'acquisto di sigaretta elettronica. Anche se esistono sistemi che sfruttano i cllegamenti usb del computer, che permettono un uso anche continuato e praticamente senza fine, in genere, si preferisce usare le batterie, più comode anche se la durata della batteria dipende da molteplici fattori, quali il tipo, la grandezza, la frequenza di utilizzo e l'ambiente operativo.

A seguire parte legislativa e informativa sul trattamento sul territorio italiano, inerente l'uso della sigaretta elettronica.

Fonte informativa Wikipedia:

"Al momento, vista la relativamente recente affermazione sul mercato di questo prodotto, non esistono grossi studi sulla tossicità o meno derivante dall'inalazione delle sostanza contenute nelle sigarette elettroniche, in prevalenza vapore acqueo, e per quanto riguarda la tossicità di sostanze chimiche presenti, Glicol dietilenico (usato anche come addittivo alimentare con la sigla E1520), le nitrosammine e ovviamente la nicotina (contenuta anche nelle sigarette tradizionali). Non essendo contenuti, nei vapori emessi, residui di combustione come catrame, benzene e idrocarburi policiclici aromatici, i rischi per la salute, soprattutto quelli derivanti da patologie oncologiche, sono evidentemente minori.

I dubbi sulla sicurezza di questi prodotti derivano dalla presenza o meno di nicotina. Tale sostanza pur non essendo cancerogena è nota per essere causa di una forte dipendenza psichica nella maggior parte dei soggetti esposti. In alcuni studi si è discusso un suo possibile ruolo nella genesi di patologie oncologiche quando associata ai composti cancerogeni della combustione, stabilendo comunque in modo conclusivo, coerentemente con studi precedenti negli animali da laboratorio, che la nicotina non è un cancerogeno, co-cancerogeno, promotore tumorale, o inibitore della cancerogenesi NNKche non esistono al momento studi sull'efficacia di tale misura, e raccomanda di organizzare ulteriori studi di approfondimento sull'argomento.

Nel febbraio 2010 il Ministero della Sanità italiano, con nota protocollata DGPREV 0006710-P-11/02/2010, relativa all'etichettatura di preparati contenenti nicotina e sostanze pericolose (riportate nelle direttive 2001/95/CE e 1999/45/CE, adottate con Dlg 52/97) in base ai criteri richiesti dal DM del 28 aprile 1997 e suoi aggiornamenti ha chiesto a tutti i produttori di sigarette elettroniche di evidenziare su tutti i prodotti, la concentrazione di nicotina e, in caso di presenza, di apporre i necessari simboli di tossicità.

È stato inoltre richiesto di evidenziare la frase "Tenere lontano dalla portata dei bambini" su tutti i prodotti posti in vendita. L'Istituto Superiore di Sanità ha inoltre affermato che non esistono dati sufficienti per escludere effetti dannosi per la salute. La LIAF, Lega Italiana Anti Fumo, in collaborazione con l’Università di Catania, ha intrapreso nel 2010 uno studio sulle sigarette elettroniche.

I risultati fin’ora ottenuti sono positivi, infatti le sigarette elettroniche non risultano tossiche, inoltre i dati preliminari degli studi attualmente in corso dimostrano che sono un valido aiuto per diminuire il numero di sigarette e per chi vuole smettere di fumare. L'uso delle sigarette elettroniche ha permesso di diminuire sostanzialmente il consumo di sigarette tradizionali senza causare effetti collaterali significativi nei fumatori che non hanno intenzione di smettere. Per quanto riguarda il "vapore passivo", secondo una ricerca americana con le sigarette elettroniche non si modifica la qualità dell'aria in ambienti chiusi e il vapore emesso dalle sigarette elettroniche non è pericoloso. A dirlo è una ricerca pubblicata dalla rivista “Inhalation toxicology” ed effettuata negli Stati Uniti da ricercatori del “Consulting for Health, Air, Nature and Green Environment” del Center for Air Resources Science and Engineering e della Clarkson University.

Secondo i ricercatori americani, il vapore emanato dalle sigarette elettroniche non è nocivo per le persone e non modifica la qualità dell'aria degli ambienti chiusi. Pertanto, con le sigarette elettroniche, vengono meno le condizioni di rischio derivanti dal fumo passivo. Michael Siegel, ricercatore al Department of Community Health Sciences della Boston University School of Public Health, sulla base dei suoi 25 anni di esperienza nel settore, afferma che le sigarette elettroniche possono risolvere il problema del fumo passivo. La FDA nordamericana, in un'analisi effettuata su due marche leader, rilevò due gruppi di sostanze che considerò potenzialmente dannose: il Glicol dietilenico (È bene non confonderlo con il glicol etilenico più diffuso come additivo per liquidi di raffreddamento) e le nitrosammine. Il dipartimento della salute del Canada menziona solo la presenza del Glicol dietilenico e la necessità di effettuare ulteriori analisi.

A Panama la distribuzione di sigarette elettroniche è stata proibita da giugno 2009, sulla base degli studi della FDA che confermano la presenza di Glicol dietilenico, responsabile della morte di centinaia di panamensi tra il 2006 e il 2009. Anche in Uruguay ne è stata proibita la vendita dal novembre del 2009 per decreto del presidente Tabaré Vázquez. Le sigarette elettroniche vengono vendute come un'alternativa al fumo di tabacco, poiché i componenti cancerogeni presenti nel fumo tradizionale sono assenti. Altro target di mercato è rappresentato dai soggetti che hanno intenzione di smettere di fumare."

Ora, dopo tutta questa descrizione mi si permetta una constatazione: lo Stato italiano asserisce sempre di vigilare sulla salute dei suoi cittadini ma in questo caso, come in tanti altri nella storia recente dell'Italia, strumenti o sostanze presentate come sicure e usabili dalla gente sono poi state combattute e ostacolate dallo stesso organo istituzionale di vigilanza, sorge quindi una domanda: non è che la lotta contro le sigarette elettroniche altro non sia che un modo di ostacolare questa "moda nuova" che va a discapito delle tasse insite in ogni pacchetto di sigarette normali?

Perché, se ora risulta essere comunque uno strumento pericoloso alla salute del cittadino, solo ora il Governo cerca di ostacolarne la diffusione? Prima dove era? Pensate a ciò che fate e scegliete il male minore se proprio non potete fare a meno di fumare, a parlarvi è un ex fumatore quindi pensateci (fumavo parecchio ma capisco che a chi piace il fumo o ne sente il bisogno psicologico ha il diritto di continuare a farlo).

 

 

Ti potrebbe interessare leggere