chiodi di garofano

Chiodi di Garofano

 spezie chiodi di garofano

Chiodi di Garofano

Chiodi di garofano

Nome botanico: Eugenia caryophillata

Famiglia : Myrtacee

Origine: Arcipelago delle Molucche (Indonesia)

Varietà: la qualità migliore proviene dalle isole Mollucche, quelle delle Antille è meno pregiata e aromatica.

Habitat: predilige i climi caldo-umidi e i terreni asciutti e soleggiati. Cresce bene nei paesi che si affacciano sull'oceano, ed è ampiamente coltivato in Tanzania, Indie occidentali, Brasile, India e Sri Lanka.

Organi affini : polmoni, pelle, intestino.

Proprietà terapeutiche: antisettico, antivirale, antiparassitari, anestetico, stomachico, digestivo, carminativo, antispasmodico, espettorante, battericida, stimolante, anche nevralgico, tonico uterino, afrodisiaco.

Indicazioni terapeutiche: prevenzione delle infezioni, astenia, fermentazioni intestinali, flatulenze, micosi, piaghe, ulcerazioni, affezioni polmonari, diarrea, acne, mal di denti, nevralgie, nausea, colite spastica, meteorismo, reumatismi, stanchezza fisica e mentale, diminuzione del desiderio sessuale.

L'origine delle spezie è circondata da un alone di mistero, dei chiodi di garofano si diceva che scesero nei giardini del paradiso, tra cespugli di zenzero e noce moscata e che, seguendo la scia del loro profumo, l'uomo potesse oltrepassare i confini del tempo e dello spazio, fino a varcare le soglie del nulla.

Nato, secondo gli antichi testi di erboristeria alchemica, sotto gli influssi celesti del pianeta Venere, protetto dai segni del toro della bilancia, signori della gola e delle ossa, i chiodi di garofano provengono da un piccolo albero dell'isola delle Mollucche, dalle foglie coriacee, dalle infiorescenze tre volte biforcute, che portano fiori rossi e carnosi, protetti da una corolla simile a una cuffia.

"Spezie della compassione", che gli indiani diedero come nome per la forma simile a quella di un chiodo, mentre il suo nome inglese, “clove”, deriva etimologicamente dal latino “clavus” che significa chiodo. Sembra siano stati i mercanti provenienti da Macao a introdurlo nei paesi del sole nascente assieme a zafferano, cardamomo, pepe e noce moscata.

Conosciuti ed apprezzarti fin dai tempi della dinastia Han (I secolo a.C.), i chiodi di garofano, chiamati a Roma "lingua di gallina", per i medici di allora rappresentavano un'autentica panacea. Colti non ancora schiusi, gongdingxiang, o immaturi, mudingxiang, ricorrevano nella terapia delle più diverse affezioni da disturbi gastrointestinali all'infertilità, tuttavia erano anche apprezzati dagli uomini per la loro virtù cosmetiche, sembra infatti venissero strofinati sulle barbe desolate per farle tornare nere come un tempo.

Fiori di chiodi di garofano freschi

Fiori non ancora seccati

Il nome dei chiodi di garofano ricorre nelle pagine del Ramayana, poema epico indù risalente al 200 a.C., che narra il ritorno trionfale del principe Rama al villaggio natio e le tipiche usanze dell'epoca. I chiodi di garofano vengono elogiati da Ckakara alla fine del primo secolo d.C., illustre medico che nei suoi compendi gettò le basi dell'Ayurveda, dove i chiodi di garofano si guadagnarono la fama di elisir di lunga vita nel paese dove i medici sapevano come rendere feconde le donne come far nascere maschi e femmine impiegando farmaci.

Mentre nel cuore dell'Islam, a Bagdad, potevano essere tranquillamente acquistati come cassia, mirra, ambra grigia, nella prima farmacia pubblica dietro presentazione di ricetta medica, raggiunsero l'Europa occidentale solo nell'ottavo secolo, per divenire popolari solo nel medioevo, quando la credenza che tenendoli in bocca, ci si potesse proteggere dal mal d'aria e dalle epidemie di peste, fece il giro del mondo della gente comune iniziò a utilizzarli come antisettico e deodorante d'ambiente.

L'olio ottenuto dalla distillazione in correnti di vapore dei germogli dell'Eugenia, la pianta dei chiodi di garofano, ha un effetto leggermente anestetico sui tessuti, è utile, opportunamente diluito e in applicazioni locali, nel trattamento dei dolori reumatici, sciatica e lombalgie.

Due gocce di essenza di chiodi di garofano, diluite in olio di mandorle dolci massaggiate su muscoli e articolazioni, alleviano spasmi e sciolgono contratture.

Il miglior rimedio contro gotta e i reumatismi di tutta la medicina di Santa Idelgarda è proprio la polvere aromatica base di chiodi di garofano. Si prepara sminuzzando finemente 60 g di sedano, 15 g di noce moscata, 10 g di chiodi di garofano, 5 g di sassifraga. Dopo averli mescolati se ne assume un cucchiaino la mattina a digiuno. Ai primi sintomi del raffreddore tosse e mal di gola, bollire in una tazza d'acqua per cinque minuti due chiodi di garofano, una scorza d'arancia, un frammento di cannella, un pizzico di noce moscata in una tazza di vino rosso. Berne una tazza due volte al giorno.

 

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