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Sconfiggere i tumori

Grifola Frondosa combattere tumori

Grifola Frondosa Fungo della ricerca

Uno studio americano abbastanza recente ha confermato che l'ottima e redditizia (per i coltivatori di funghi) Grifola Frondosa, un fungo, possiede alcune importanti proprietà benefiche in campo medico.

 

Combattere cellule tumorali con funghi

E' un fungo dai molti nomi, spesso regionali, come Barbasin, Barbeixin, oriè, imperiale, grifone, e così via; questa specie micologica, che in latino si chiama Grifola frondosa proprio per il suo aspetto particolare, costituito da più ramificazioni ventagliate di colore giallastro-nocciola e dai pori bianchi, è da molti anni oggetto di studi in campo medico e naturalistico nei paesi asiatici.

Chiamato "fungo maitake" proprio per la sua particolare struttura (in cinese significa "fungo danzante") è stato inizialmente coltivato inoculandone il micelio in balle pressate di tronchi di svariate latifoglie (Quecus e Castanea). Ottenuti risultati positivi che ne hanno permesso la commercializzazione in campo agroalimentare, si sono portati avanti diversi studi in campo medico: l'ultima scoperta su questa specie è stata che la Grifola frondosa è in grado di ridurre del 75% la crescita delle cellule tumorali. Questo è sostenuto da uno studio medico condotto da ricercatori del Dipartimento di Urologia del New York Medical College (Stati Uniti) e pubblicato sul British Journal of Urology.

L'articolo afferma che questo fungo, conosciuto da sempre per le sue proprietà antitumorali e per le capacità di stimolare le difese del sistema immunitario oltre che per la cura dele malattie cardiache riduce del 75% la crescita delle cellule tumorali nei malati di cancro alla prostata e alla vescica, ma è anche in grado di abbassare di due terzi il rischio di sviluppare il cancro al seno.

Miscelare un piccolo estratto del fungo con gli interferoni (proteine usate per rinforzare il sistema immunitario dei pazienti), spiegano gli studiosi, è la combinazione vincente capace di attivare un enzima che controlla la crescita delle cellule malate e di bloccare così la crescita del tumore. "Questa sinergia è molto significativa - afferma Sensuke Konn, responsabile del Dipartimento -. Grazie ai funghi non solo migliora l'efficacia del trattamento, ma migliora anche la qualità della vita dei pazienti perché si riduce la dose dei farmaci convenzionali in modo significativo."

Altri studi hanno anche dimostrato che alcuni funghi particolari possono contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiache: privi di grassi, zuccheri e sale (a meno che non aggiunti in fase di cottura), sono una preziosa fonte di fibre alimentari, nonché di cinque importanti vitamine del gruppo B, oltre che di potassio, rame, ferro e fosforo. fra questi funghi il Prugnolo o Calocybe gambosa, il Ganoderma lucidum, il Cordiceps sinensis e molti altri ancora.

 

 

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