La pelle: cosa dice la psicosomatica

 

Rimedi per la pelle

Psicosomatica significati problemi di pelle

La pelle parla, rivela ciò che sta accadendo dentro di noi, compresi i nostri conflitti e, attraverso il contatto tattile con la madre, regola lo sviluppo delle future relazioni affettive, con implicazioni per la salute psicofisica.

Significato psicosomatico problemi alla pelle

La cute ricopre un ruolo decisivo nel mantenimento dell'equilibrio dell'organismo, è molto di più che un involucro inerte, basti pensare alla gravità della prognosi degli ustionati quando la superficie ustionata supera una determinata percentuale della superficie cutanea totale. La pelle ha inoltre complesse funzioni sul piano comportamentale, legate al suo ruolo di superficie esterna dell'individuo, veicolo di scambi, informazioni tattili e sensorialicon l'ambiente a partire dagli stimoli più semplici e primordiali fino alle sensazioni più complesse e sfumate legate alle varie espressioni del comportamento umano.

Una teorica perdita della funzione tattile appare incompatibile con la sopravvivenza: non acaso la tattilità è filogeneticamente e ontogeneticamente il più antico dei sensi. Le sue funzioni sensoriali sono le prime a svilupparsi nella vita prenatale. Non solo, ma esiste anche una stretta connessione tra cute e il sistema nervoso: sia la pelle che gli organi di senso originano dallo stesso foglietto embrionale, l'ectoderma.

Per la psicosomatica è quindi importante valutare l'esperienza cutanea fin dai primissimi stadi della vita, in particolare, è noto che l'esperienza del contatto corporeo origina nei primi approcci con il corpo della madre, va ricordato come le prime esperienze infantili costituiscano la chiave per comprendere anche le predisposizioni ai vari tipi di debolezza d'organo. Da casuali osservazioni sugli animali da esperimento in laboratorio si comprese l'importanza del "confort tattile precoce" nella risposta a stimoli fortemente disadattativi: la manipolazione cutanea dalla nascita mette gli animali nelle condizioni di fronteggiare in modo più vantaggioso gli esperimenti più devastanti.

La manipolazione ha la funzione di migliorare il rapporto dell'animale in cattività con l'ambiente e comincia dalle primissime fasi della vita in un contesto di protezione e non di aggressione. Questa strategia migliora l'adattamento e la placidità e rende questi animali più resistenti agli stress acuti rispetto ai normali animali in cattività che vengono stressati da una manipolazione improvvisa e indifferenziata. E' stato anche osservato come diversi tipi di mammiferi alimentati normalmente, ma privati del leccamento materno di pulizia postnatale nella zona genitourinaria e perineale, muoiano per assenza di urinazione e defecazione.

L'importanza del contatto tattile cutaneo nella formazione dell'attaccamento è ben sottolineato anche da un esperimento di Harlow, ormai classico: in due diversi scomparti della gabbia abitata da un piccolo macaco sono state sistemate una madre di stoffa e una di metallo. Quella di metallo forniva latte quella di stoffa no, in entrambi i casi, comunque, il piccolo veniva nutrito. Si è visto che i piccoli trascorrevano più tempo a contatto con la madre di stoffa, anche se non dava il latte ma era più confortevole dal punto di vista tattile. Appare quindi chiaro come il confort del contatto costituisca un elemento enormemente importante nello sviluppo delle relazioni affettive, ancor più dell'allattamento.

La cute, inoltre, è anche un organo di comunicazione, numerosi studi hanno posto in risalto l'importanza del comportamento di "grooming" (grattamento e deparassificazione cutanea) nel consolidamento dei rapporti di gruppo: ciò e presente anche nella specie umana. In numerose specie, compresa la nostra, le modificazioni della superficie corporea hanno una valenza simbolica sessuale e comunicativa.

Questi "cambiamenti di pelle" riguardano atavicamente anche l'uomo che continua ad arrossarsi nell'ira, a impallidire per la paura, a inturgidire le labbra e i corpi cavernosi nasali per l'eccitazione, a subire l'orripilazione (si sente dire :"mi si rizzano i capelli in testa") come tutti gli altri primati, fino a incanutire improvvisamente per un terribile spavento.

L'uomo è però una "scimmia nuda": abbiamo perso la pelliccia; al riguardo alcuni antropologi sostengoono che i soggetti meno pelosi sarebbero stati avvantaggiati nel corso dell'evoluzione perché in grado di trasmettere e percepire maggiori stimolazioni sensoriali durante l'accoppiamento. La nudità della pelle, poi, rende possibili anche alcuni segnali basati sul cambiamento del colore. La comunicazione con l'ambiente si dispiega quindi ampiamente sul nostro corpo dove osserviamo i segni fisiologici e patologicidei conflitti interni e dell'ansia. A volte vengono compiuti interventi volti a modificarne l'aspetto in un contesto rituale.

Le osservazioni antropologiche ricordano che in molte popolazioni primitive i riti di passaggio sono segnati proprio da interventi sulla cute. Pensiamo ai lavacri dei neonati, alle unzioni pre e post-mortem, ma anche alla circoncisione ebraica, alla scarnificazione cuanea dei lobi in Costa d'Aorio, alle stigmate della cultura cristiana, alle pitture corporali degli hippies, ai tatuaggi. Dalla cute, infine, può trasparire un messaggio che non si vorrebbe esprimere con il comportamento e/o con le parole.

L'emozione è legata ai mutamenti di rispetto dellapelle: pallore (vasocostrizione) e rossore (vasodilatazione) accompagnano le variazioni emotive e le risposte allo stress ambientale. E' a tutti noto che il pallore esprime paura ma anche ira trattenuta, mentre il rossore rimanda all'aggressività o anche all'imbarazzo. Tutte queste funzioni della pelle, delineate in psicosomatica, ci fanno capire quanto quest'organo sia molto di più di un semplice "involucro". La pelle può fornirci molte informazioni, non solo sulla salute fisica generale ma anche sui paesaggi della nostra psiche profonda.

 

 

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