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Medicina tradizionale cinese erbe per la mente

Cicli energetici medicina tradizionale cinese

Teoria dei cicli energetici MTC

Medicina tradizionale cinese stimolazione cervello

Da sempre i medici cinesi si rivolgono alle erbe per ottenere benefici su memoria e concentrazione, molte sono quelle usate ma alcune hanno maggiori effetti di altre.

 

Stimolare la mente con le erbe 

L'aspetto più rilevante della medicina tradizionale cinese risiede non tanto nel suo essere naturale e non solo nella particolare visione dell'individuo inserito nel suo ambiente, quanto (e per molti soprattutto) nel fatto che ha condotto la più ampia e duratura sperimentazione in campo umano a nostra disposizione, questo vale sia per l'agopuntura che per l'impiego delle erbe medicinali. D'altra parte la medicina tradizionale cinese (MTC abbreviato) così attenta alla qualità della vita, da sempre attribuisce la massima rilevanza allo sviluppo e al mantenimento nel tempo delle capacità intellettuali dell'individuo.

Questi due aspetti sono ben coniugati in un articolo pubblicato nel mese di febbraio da ricercatori australiani e cinesi. Gli autori hanno condotto una analisi su 127 testi classici scritti tra il 188 d.C. e il 1920 per ricercare le sostanze vegetali maggiormente impiegate per i disordini della memoria, per quelli della concentrazione e per potenziare le capacità mentali. Questo imponente lavoro ha selezionato 31 erbe, costantemente utilizzate dalla medicina tradizionale cinese nell'arco degli ultimi 1800 anni, dapprima in chiave tradizionale, fino a impieghi farmacologici moderni. Tra queste 31 sostanze vegetali, il osto d'onore spetta in particolare a quattro erbe:

Polygala tenuifolia, radix
Acorus graminaeus, rhizoma
Poria cocos, sclerotium pararadicis
Eleutherococcus senticosus, radix.

In Italia l'impiego delle sostanze erboristiche è disciplinato dalla normativa sugli integratori alimentari, i cui componenti devono rientrare in una lista approvata dal Ministero della Salute: delle quattro erbe appena citate, due, la Polygala e l'Acorus, non sono contenute nella suddetta lista, mentre le altre due lo sono quindi vediamole brevemente.

Erboristeria tradizionale cinese

 

Fungo Poria cocos

La Poria cocos F. A. Wolf. è un fungo che cresce adeso alle radici del Pinus densiflora o del Pinus massoniana; da un punto di vista psichico le si attribuisce la capacità di trattare le difficoltà di concentrazione, le palpitazioni ansiose e l'insonnia. E' bene sottolineare il fatto che la Poria è una sostanza largamente usata perché unisce, a una considerevole efficacia, una assenza pressoché totale di controindicazioni.

La sostanza viene così impiegata con vari scopi: per favorire la diuresi, per trattare i gonfiori sottocutanei, la sensazione di pesantezza generalizzata e la cefalea gravativa. Negli ultimi anni molte sperimentazioni hanno dimostrato interessanti applicazioni di questo fungo in campo oncologico, in particolare per contrastare gli effetti collaterali della chemio e della radioterapia antiblastiche, per fortuna, al contrario di molti rimedi della medicina tradizionale cinese, non ha un sapore "ostico", tanto che viene definito "dolce e insipida".

La radice di Eleutherococcus (siberiano)

La seconda sostanza è l'Eleutherococcus senticosus Maxim, una Arialacea di cui si utilizza la radice, la pianta è denominata "Ginseng siberiano" e, come il parente cinese più famoso, viene classificata come "adattogena", vale a dire una sostanza capace di aumentare la resistenza dell'organismo allo stress, stimolando le difese organiche e aumentando le prestazioni fisiche e mentali.

Tra le indicazioni approvate dal Ministero della Salute troviamo il sostegno alla memoria e alle funzioni cognitive. Nonostante la classificazione tra gli adattogeni, ritenute sostanze prive di tossicità e senza effetti collaterali, l'Eleuterococco, proprio per la sua azione tonica sul piano fisico e mentale, può rivelarsi controindicato in pazienti ipertesi, ansiosi o sofferenti di insonnia o aventi problemi cardiaci.

Ciò che a qualcuno fa bene, ad altri può far ammalare (nel migliore dei casi), così come quello che funziona per qualcuno può paventarsi senza effetti per altri, buona norma quindi è chiedere consiglio al proprio medico e al proprio erborista di fiducia.

 

 

 

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