Addio ai test su animali?

cervello arificiale contro sperimentazione animale

Cervello artificiale contro sperimentazioni

Forse un nuovo ritrovato aiuterà tutti coloro che aborriscono la sperimentazione sugli animali a vedere un alba di cambiamento, come speso anche io.

Cervello artificiale sperimentazione medicinali

Si tratta di un piccolo oggetto, un cervello grande non più di una gomma da matita, che però possiede risposte pressoché naturali a stimolazioni da farmaci o sostanze chimiche e potrebbe finalmente dire basta alla sperimentazione sugli animali.

Questo "cervello" è statao messo a punto da Rene Anand e Susan McKay dell'Ohio State University. Contiene tutte le principali strutture anatomiche e il 99% dei geni presenti in un feto di 5 settimane, in pratica è il cervello più simile a quello umano che sia mai stato creato.

Questo cervello era stato creato da Anand per fare sperimentazioni utili a curare patologie come quelle neurovegetative o psichiatriche senza ricorrere alla sperimentazione animale, che tra la'tro non posside (nemmeno se modificata geneticamente) una struttura simile a quella umana quindi diventa inutile da un punto di vista realmente scientifico al di là dei suoi sostenitori.

Anand ha affermato al Washington Post:

«Siamo in grado di testare farmaci siamo in grado di fare domande, siamo in grado di seguire lo sviluppo delle reali malattie umane in ogni fase. Il tutto in un piatto».

La sua ricerca è partita dalla sperimentazione del 2012 di Yamanaka che indusse cellule della pelle umane a tornare indietro per ridiventare cellule staminali così da essere coltivate  per formare vari tipi di tessuti organici come sistema nervoso, tessuto cardiaco o del fegato, eccetera.

Un anno dopo, i britannici hanno ricostruito un piccolo embrione nervoso e, alterandone una parte, hanno sviluppato la microcefalia (testa piccola), una rara malattia neurologica, riuscendo a capire che è causata dal modo in cui le cellule si specializzano in neuroni (cellule del sistema nervoso).

Dopo anni infruttuosi di ricerche contro l'autismo effettuate su tessuti di ratti, Anand, frustrato da risultati inesistenti, ha costruito questo cervello artificiale in provetta. Sempre Anand ha detto:

«Oggi però abbiamo praticamente tutte le parti cerebrali, i circuiti, tutti i tipi di cellule, comprese quelle del midollo spinale. Manca solo il letto vascolare».

Ad oggi il ricercatore non ha ancora pubblicato la ricerca perché sta attendendo il brevetto del cervello da laboratorio. Sempre a riguardo della sua ricerca Anand ha asserito:

«Lavorando con la tecnica di Yamanaka si potrebbero dunque studiare l'autismo, il Parkinson, perfino i disturbi da stress postbellico, in un piatto seguendo la nascita e l'evoluzione di queste malattie come se le studiassimo sull'uomo vivente, con tutti gli enormi vantaggi facilmente comprensibili. Non so se potrà sostituire completamente l'uso di topi e ratti ma penso che diverrà un modello pre-clinico su cui possiamo testare farmaci, idee tutto quanto vogliamo, come avessimo davanti un paziente».

Come possiamo vedere le cose stanno evolvendo e, tutti coloro che continuano a dire che studiare certe cose in provetta non sia possibile, dovranno convincersi che i risultati delle ricerche, spesso tra la'ltro poi riconosciuti fallati dai dati sul campo, nonostante la sperimentazione animale, per lo meno avranno lo stesso livello di credibilità.

Animali stiamo lavorando per non usarvi come schiavi della sofferenza portate pazienza ancora un po.

Fonte:

www.ilgiornale.it

 

 

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