la cromoterapia

Cromoterapia

Medicina cromoterapia

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La cromoterapia è un metodo di medicina complementare: i cromoterapisti addestrati sostengono di essere in grado di utilizzare la luce sotto forma di colore per bilanciare "l'energia", ovunque nel corpo di una persona vada a mancare, sia a livello fisico, emozionale, spirituale o mentale, ovviamente questa pratica è pseudoscientifica, in quanto non utilizza regole appartenenti al metodo scientifico, nonostante sia un sistema di cura che si usa da millenni essendo in uso già al tempo degli egizi e dei greci.

La cromoterapia è correlata alla trapia mediante la luce e il colore della luce usata, una forma di cura provata per curare il disturbo emotivo stagionale e altre piccoli disturbi, accertato mediante studi fatti sugli effetti della luce sugli organismi.

Avicenna (980-1037), vide il colore come di vitale importanza sia nella diagnosi che nel trattamento dei disturbi sia fisici che psicologici, discutendo quindi di cromoterapia nel "Canone della Medicina". Egli scrisse che "il colore è un sintomo osservabile della malattia" e per questo sviluppò un grafico che correlava il colore alla temperatura e alla condizione fisica del corpo.

La sua opinione era che il rosso spostava il sangue, il blu o il bianco raffreddavano il corpo ma anche la mente, il giallo riduceva il dolore muscolare e le infiammazioni. Il Generale August Pleasonton durante la Guerra Civile Americana (1801-1894) condusse propri esperimenti e nel 1876 pubblicò il suo libro sull'influenza del raggio blu della luce del sole e del colore blu del cielo, osservando che il blu migliora la crescita delle colture e del bestiame e può aiutare a guarire le malattie negli esseri umani. luci cromoterapiche

Tutte queste ricerche hanno condotto alla formazione di una medicina di accostamento inerente la cromoterapia, accostamento perché da sola questa terapia non può curare tanti problemi mentre agisce da coadiuvante se affiancata da altre terappie mediche olistiche.

Dopo la pubblicazione del libro di A. Pleasonton anche il dottor Seth Pancoast e Dwight E. Babbitt pubblicarono delle ricerche inerenti il rosso e l'azzurro e di come usare i raggi di luce colorata per curare patologie leggere usando il potere della luce e del colore. Nel 1933, lo scienziato indù Dinshah P. Ghadiali pubblicò "The Spectro Chromemetry Encyclopaedia", un lavoro sulla cromoterapia. Ghadiali sosteneva di aver scoperto i principi scientifici che spiegano perché e come i diversi raggi colorati hanno vari effetti terapeutici sugli organismi.

Credeva che i colori rappresentassero potenze chimiche in ottave superiori di vibrazione e per ogni organismo e sistema del corpo vi sarebbe stato un particolare colore che stimola e un'altra che inibisce il lavoro di tale organo o sistema.

Ghadiali riteneva che, conoscendo l'azione dei diversi colori a carico dei vari organi e sistemi del corpo, si  potesse applicare il colore corretto per bilanciare l'azione di qualsiasi organo o sistema che era diventato anomalo nel suo funzionamento o condizione. Per tutto il secolo diciannovesimo ci furono molti "guaritori" che spacciavano vetri colorati per medicine eccezionali in grado di guarire malattie come la stipsi e la meningite, ottenendo purtroppo di affosare la ricerca poiché come ho già detto, la cromoterapia non può guarire da sola ma risulta un aiuto valido accompagnata ad altre cure più marcate, stimolando il corpo e la psiche a reagire al meglio per la guarigione.

I praticanti di medicina ayurvedica credono che il corpo abbia sette "chakra" (ruote di energia), che alcuni sostengono siano "centri spirituali" e che essi siano situati lungo la spina dorsale: la new age associò a ciascuno di essi un colore particolare o almeno così risulta ma le conoscenze a riguardo risalgono a secoli prima della nascita del movimento liberatorio new age, insieme a una funzione e organo o sistema appartenente al corpo. 

Secondo questa visione, il chakra può diventare squilibrato e causare malattie fisiche, ma l'applicazione del colore appropriato può presumibilmente correggere tali squilibri.

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La cromoterapia venne ritenuta una pseudoscienza dai suoi critici, i quali affermavano che la falsificabilità e verificabilità delle condizioni necessarie per giustificare l'esperimento valido non venivano rispettate e che pertanto non si poteva dimostrare che l'introduzione di colori risultava l'elemento chiave nel processo di guarigione dei pazienti trattati con cromoterapia.

La cromoterapia venne criticata perché sceglieva le statistiche ad essa favorevoli scartando le altre, venendo anche suggerito l'effetto placebo come fattore chiave di guarigione di alcuni pazienti, ma la cosa più interessante di chi osteggiava e osteggia tutt'ora la cromoterapia è: considerare questa terapia come medicina assoluta, ovvero che non abbisogna di altre tecniche, non è forse un errore di chi non conosce nulla a riguardo?

Come ho detto prima, la cromoterapia non può risolvere granché se non viene accompagnata da altre tecniche, certamente ha un effetto placebo ma non vedo cosa ci sia di male visto che la mente, quasi sempre, crea la malattia quindi se agisco sulla mente per aiutarla a guarire, non vedo dove sia il problema dopo che con la cromoterapia non creo l'avvelenamento causato invece dalla medicina allopatica (quella del vostro medico per intenderci)..

Cromoterapia medicina colori

Fotobiologia, è il termine per lo studio scientifico contemporaneo degli effetti della luce sugli esseri umani che ha sostituito la cromoterapia come termine nel tentativo di separarla dalle sue radici immerse nel misticismo vittoriano e per spogliarla delle sue associazioni con il simbolismo e magia. La terapia con la luce colorata è un approccio di trattamento specifico che usa la luce ad alta intensità per il trattamento di disturbi del sonno, della pelle e dell'umore.

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