Colore e psiche

Come reagisce la psiche ai colori

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Il legame fra colore e psiche è ormai accertato: l'influenza del colore sulla psiche, e di conseguenza sulla salute dell'uomo, è nota da millenni, ma soltanto ultmamente ha trovato una certa applicazione nella cromoterapia, che è la cura delle patologie attraverso l'influsso benefico dei colori. Sia la pelle che l'occhio permettono la metabolizzazione delle radiazioni solari che, per mezzo del nostro sistema nervoso, producono impulsi che condizionano e aiutano alcune funzini del corpo. La luce ha effetto stimolante sul fisico e distensivo sul sitema nervoso: in assenza di luce si va incontro a depressione, nervosismo e stanchezza a causa della carenza di melatonina, che è l'ormone secreto dall'epifisi. Il colore guarisce perché stimola le ghiandole endocrine, tonifica gli organi e influenza l'umore dell'uomo. La mancanza di luce naturale non permette la formazione della vitamina D, genera il rachitismo e la carie, a causa dell'irregolare controllo di calcio e fosforo da parte dell'organismo; produce inoltre alterazione delle ghiandole surrenali, della tiroide, delle ovaie e delle ghiandole endocrine.

Calcio, magnesio, ferro vengono assorbiti dall'organismo non soltanto attraverso il cibo, ma anche attraverso la luce: è stato scientificamente provato, per mezzo di esami elettroscopici, che molti elementi sono presenti nell'atmosfera solare. Ecco che il senso di benessere che si prova nello scoprire un'altra giornata di sole può essere riferito al fatto che si potrà saziare degli elementi di abbisognamo. Le persone più meteoropatiche cambiano umore a seconda della situazione del cielo: felici delle giornate di sol, si immusoniscono e intristiscono in quelle piovose. Si potrebbe dire quindi che la luce e il colore sono il nutrimento sia dell'organismo che della psiche. Anche il collore degli ambienti produce effetti difficilmente allontanabili dallo stato emotivo dell'uomo.

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E' stato provato, per esempio, che per le pareti di uno studio dentistico, luogo da sempre deputato alla paura e al nervosismo, è bene scegliere una colorazione nella gamma dell'azzurro, perché è un colore rilassante e può aiutare chi sta per affrontare gli strumenti di tortura del dentista. Il rosso, l'arancione e il giallo sono colori antidepressivi, per questo vengono usati nelle palestre, dove si cerca di "caricare" gli atleti in procinto di affrontare gli sfrorzi fisici, e per i ristoranti, dove si "carica" il corpo fisico.

Il Rosso, in linea di massima, è il colore preferito da coloro che hanno voglia di vivere. Rappresenta l'energia, il cibo e , non a caso, è il colore dell'eros.

L'Arancio è amato dagli esseri che sono su una strada di ricerca spirituale, è amato dagli individualisti e da coloro che ambiscono alla libertà.

Il Giallo è il colore degli estroversi, di coloro che desiderano essere al centro dell'attenzione, da loro si irradia vitalità.

Il Verde, che si trova a metà strada fra i colori caldi (rosso, arancione e giallo) e quelli freddi (azzurro, indaco e viola) è sinonimo di equilibrio e di armonia.

L'Azzurro, ma naturalmente tutta la sua gamma fino al blu, si collega ai temperamenti malinconici, contemplativi, di chi ha un pò la testa tra le nuvole: è amato anche dalle persone pigre.

L'Indaco, il colore misterioso della notte, è spesso preferito dagli esseri che usano la notte per la propria ricerca interiore, per quelli che amano la lettura e per chi sta facendo profondamente uso della propria attività intellettuale.

Il Viola, connubio del rosso e del blu, rappresenta il punto di incontro tra passionalità e spiritualità. E' preferito dai romantici e dai sognatori, anche se a volte rappresenta chi è staccato dalla realtà, chi ama sedurre ed essere sedotto, e chi ha grande carisma sugli altri, sui quali esercita i proprio magnetismo.

Ogni essere è differente dall'altro e i colori variano non soltanto in funzione dell'individuo, ma anche della sua età e dal suo stato di salute. Inoltre certi colori eccitano il corpo e altri lo calmano, certi sono astringenti (rosso, giallo e arancio) altri sono espansivi (verde, azzurro, indaco e viola). Si può anche pensare, quindi, a un uso psicologico del colore che stabilisca effetti e reazioni indotti nell'essere umano dalla gradazione, dall'intensità e dall'utilizzo di un determinato colore, esattamente come viene studiato anche per la pubblicità che deve suscitare emozioni collegate a un dato prodotto, anche se molti diranno che non funziona ma, questo, è solo perché dopo anni di bombardamenti mediatici, la psiche umana si è resa molto meno permeabile ai colori e ai loro effetti e, infatti, i pubblicitari sono cosctretti sempre più a esagerare con simboli, immagini, colori e testi per sortire qualche effetto.

Da più di duemila anni in Oriente si studiano gli effetti del colore, ma è solo nel 1878 che il dottor Edwin B. Babbit pubblica il suo libro, "Principi della luce e del colore", primo esempio di studi sulla cromoterapia. Ma chi veramente ha dato impulso a questo argomento è Dinshah P. Ghadiali, studioso di medicina indiana, che si è prodigato affinché questo tipo di pratica medica venisse accettata dalla medicina ufficiale, anche se, ancor oggi, la scienza fatica a far proprie queste ricerche e si adducono mille dubbi prima di accettare esperimenti dei quali, non essendo sempre ripetibili, è messa in dubbio la scientificità.

 

 

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