Insulino resistenza

insulino resistenza alimentazione

 

L'insulina e il fattore ingrassante

L’insulina-resistenza nella maggior parte dei casi non è diagnosticata nel modo corretto. Gioca un ruolo fondamentale nel sovrappeso. Si pensa che questa sia una condizione ereditaria che si trasmette sulla linea famigliare. Coloro che hanno precedenti in famiglia di casi di Diabete Mellito tipo Due sono maggiormente a rischio. L’insulina-resistenza è altamente associata alla sindrome metabolica X. È caratterizzata da un gruppo di fattori di rischio metabolici. Questi includono: obesità centrale (accumulo di tessuto grasso nella zona addominale) alti livelli di trigliceridi e bassi livelli di colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità) il colesterolo buono pressione alta in aumento alcune persone – circa il 40% della popolazione - sono geneticamente predisposte per una resistenza all’insulina, questa condizione è causata e aggravata dallo stile di vita e dallo stress.

I carboidrati raffinati sono disastrosi per il corpo, specialmente i cibi e le bevande che contengono zuccheri raffinati come il fruttosio, il saccarosio e il destrosio. Questi zuccheri aumentano il livello di glucosio nel sangue più velocemente di prodotti nutrienti come la frutta, il mais e lo zucchero di canna. Il pancreas risponde producendo alte dosi d’insulina per rimuovere lo zucchero dal circolo sanguigno. Le persone che soffrono di Sindrome X rispondono allo stesso modo anche ai carboidrati complessi. Nell’insulina- resistenza i tessuti del corpo non rispondo normalmente all’insulina: è come se l’effetto dell’insulina deteriorasse e il pancreas ne dovesse produrre sempre di più per ottenere gli stessi effetti.

Il corpo rimane intrappolato in un circolo vizioso. Diventa meno sensibile all’insulina, il che risulta in iperinsulinemia (eccessiva produzione di insulina da parte del pancreas perché reagisce più del necessario allo zucchero nel sangue). Questo porta a un livello maggiore di LDL, ovvero cattivo colesterolo, e contemporaneamente diminuisce il livello di HDL, il colesterolo buono. I reni vengono sovraccaricati di sale e fluidi e le ghiandole surrenali producono più ormoni dello stress. Questo, a sua volta, può causare ipertensione e aumento dei trigliceridi (grassi) e del colesterolo LDL nel sangue. I medici trattano tutti questi sintomi come se fossero separati e, di conseguenza, formulano la diagnosi sbagliata. Il vero problema rimane nascosto e, nel frattempo, compare un numero maggiore di effetti collaterali.

La dieta ideale per questo tipo di condizione è ipocalorica e a basso colesterolo, con molta frutta, verdure e fibre. La soluzione è evitare tutti gli zuccheri e i carboidrati raffinati, seguendo una dieta ricca di proteine e bassa in carboidrati, con l’aiuto di qualche integratore alimentare. Molto importante è anche l’esercizio: l’ideale sarebbe svolgerlo dalle quattro alle cinque volte al giorno, per circa 10-20 minuti. Potrebbe trattarsi di una camminata veloce o di qualunque altra attività fisica. Le seguenti vitamine e minerali sono molto importanti:

Cromo (GTF cromo): 500–1,000 microgrammi (mcg)
Magnesio: 300–400 mcg
Vanadio: 1–2 mcg
Zinco: 30 mcg
Bronzo: 2 mcg
Magnesio: 5–10 mcg
Vitamina C: 2,000–3,000 mcg
Vitamina E (mixed tocoferols) 400 IU
Coenzyme Q10: 100 mcg
Vitamina B: 15–50 mcg

Devi assumere almeno un multivitaminico e integratore di minerali al giorno (la nostra agricoltura ormai produce prodotti molto poveri perché super sfrutta la terra che li fa crescere e c'è sempre più bisogno di usare prodotti chimici che "spingano" le piante a produrre). È importante che l’integratore alimentare sia naturale – non prendere schifezze sintetiche che possono essere dannose. Per cambiare l’abitudine di mangiare carboidrati raffinati (per esempio dolci, gelati, biscotti, patatine ecc.) devi imparare ad amare la frutta: uva, mele, banane, prugne, pere e simili preferibilmente biologico. Come spuntino puoi scegliere della frutta secca: mele, uvette, albicocche e uva sultanina. Trova noci che non siano cotte nell’olio.

Ad esempio mandorle grezze e noci; noci brasiliane e nocciole. Usa dolcificanti invece dello zucchero, ma usali moderatamente, perché in quantità eccessive sono dannosi per la salute. Ancora meglio è utilizzare la Stevia: una pianta della famiglia degli Aster, originaria del Paraguai e del Brasile, benefica anche per l’insulina-resistenza. Anche lo zucchero grezzo e il miele vanno usati con moderazione perché anche queste possono provocare un’immediata reazione dell’insulina. Anche se non hai problemi di insulina-resistenza segui questa regola generale: evita ed elimina tutti i carboidrati trattati e raffinati in quanto velenosi per te. Niente pane bianco, pasta bianca, riso bianco, pancakes fatte di farina bianca, caramelle, biscotti, torte e simili.

Compra riso integrale di segale da un negozio che vende cibi naturali, ma non fidarti solo del fatto che esponga scritte come Biologico o Bio perché per la legge italiana i prodotti per fregiarsi di queste scritte non devono per forza essere...Bio... Deve essere più denso del pane leggero, arioso, che è prodotto meccanicamente e che viene venduto nella maggior parte delle panetterie e dei supermercati.

Usa il riso integrale al posto del riso sbiancato, la parte migliore del riso non è presente nel riso bianco. Usa pasta integrale e biscotti integrali senza zucchero (fatti, ad esempio, con la melassa). La farina integrale fa sì che i carboidrati vengano assorbiti più lentamente grazie all’alto contenuto di fibre. Le fibre agiscono come una spugna: assorbono e trattengono l’acqua. Questo significa che i cibi ricchi di fibre si gonfiano nello stomaco, aiutandoti a sentire il senso di sazietà.

 

 

vestiti per lo yoga

Negozio prodotti per lo yoga