Disintossicazione digiuno

Disintossicazione fisica digiuno

Durante il digiuno tutte le “porte” di scarico del corpo vengono aperte: l'autopulizia non si limita allo svuotamento intestinale e l'organismo che digiuna si libera delle scorie e dei residui metabolici accumulati nel corso di anni sfruttando ogni possibilità di escrezione, tutte le aperture e ogni poro. Durante il digiuno l'intestino è principalmente un organo di eliminazione e necessità quindi di essere sostenuto con una buona pulizia almeno ogni due giorni.

NON PRENDETE SALI PURGATIVI O PURGHE DA FARMACIA

Il clistere può sembrare un metodo antiquato ma è oggi come un tempo il mezzo più sicuro ed efficace per la cura dell'intestino. Arreca un deciso benessere a chi digiuna e aiuta rapidamente quando si sentono i morsi della fame o in caso di cefalea o artralgie, vale la pena di imparare a farlo, essendo molto utile anche in caso di febbre e malessere generale, poiché abbassa la temperatura e alleggerisce il lavoro del sistema immunitario, per questo, dopo il clistere, il nostro corpo potrà difendersi meglio senza appesantimenti.

Se non volete fare l'enteroclisma, potrebbe bastare un bicchiere di succo di crauti latto-fermentati o di latticello la mattina (1/8 litro) . Se questi non hanno effetto allora potete andare dal vostro erborista di fiducia (nel caso non l'abbiate già fatto per avere tutto già a portata di mano) e chiedergli una tisana purgante che non irriti l'intestino. Il mio erborista mi ha abituato a prendere una volta ogni tanto una tisana fatta da lui che contiene alcune erbe (circa dieci) che cambia ogni tanto e che hanno come risultato la purificazione di reni e fegato oltre che la liberazione dell'intestino: alcune delle piante usate sono frutti di anice, foglie di malva, semi di lino, radice tritata di liquirizia, le altre non le so.

L'intestino elimina tossine per tutta la durata del digiuno, anche dopo venti giorni. Ora indicherò come preparare un enteroclisma a casa:

* Comprate in farmacia tutto il necessario, ovvero il tubo, il beccuccio e la sacca;

* Riempite la sacca con acqua a temperatura corporea ( circa 37 gradi per un litro di acqua), lasciate fluire un po' di liquido nel lavandino eliminando così l'aria dentro la sacca;

* Bloccate il flusso pinzando il tubo o chiudendo l'apposita valvola;

* Appendete la sacca a almeno un metro di altezza;

* Cospargete il beccuccio con olio di vaselina;

* Appoggiatevi a terra con le ginocchia e i gomiti e spingete il beccuccio nell'ano quanto più potete ma delicatamente e stando attenti a non forzare i muscoli sfinterici che dovete cercare di tenere rilassati;

* Mentre l'acqua fluisce, una volta che avrete aperto il rubinetto della sacca, respirate normalmente e rilassatevi: entro qualche minuto dovrete mettervi sulla tazza per evacuare per due o tre volte acqua e feci.

 

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