Lavanda

piantagione di lavanda

Piantagione di lavanda 

Lavanda

Descrizione: la lavanda è una pianta semiarbustiva perenne, molto ramificata, alta fino a 1 m e mezzo; i rami sono di natura legnosa nella parte inferiore. La lavanda possiede fiori tubolari, di colore azzurro violaceo, disposti in più spighe su lunghi steli, con foglie oblunghe, lanceolate, feltrate, di colore grigio argenteo. La fioritura avviene tra luglio e settembre anche più volte. La lavanda può raggiungere anche il metro di altezza.

Habitat: la lavanda è una pianta rustica e resistente, allo stato spontaneo, cresce sulle colline aride e sassose dell'Italia meridionale. È coltivata in ampie distese a scopo industriale, come pure si rinviene con frequenza negli orti e nei giardini. Di lavanda resistono più specie che dimostrano, però, tutte le medesime proprietà medicinali. La lavanda proviene dalla zona del Mediterraneo occidentale, si presenta in grandi quantità allo stato selvatico sulle coste asciutte e rocciose della Dalmazia e della Grecia.

Raccolta: si utilizzano le sommità fiorite fatte essiccare in luogo ombroso e ventilato. Le spighe fiorali hanno la proprietà di mantenere per lungo tempo il profumo intenso. E se possono essere conservate in sacchetti di tela, di carta o in vasetti di vetro. Per uso immediato si impiegano le foglie e le punte fresche dei polloni; per l'uso nella stagione invernale si recidono le punte dei rami poco prima della fioritura e si mettono a essiccare all'ombra.

Avvertenze: attenersi scrupolosamente alle dosi prescritte, incompatibile con ferro e di odio.

La lavanda e usata come droga specialmente nella cucina francese (ma si sa che i francesi non sono da) e un po' in Spagna, per lo più insieme con altre spezie. Da sola si adopera, in piccole dosi, per le zuppe di pesce degli arrosti di montone, per i piatti unici. La lavanda ha proprietà estremamente potenti a livello erboristico: l'infuso di fiori (100 g in 1 l di acqua per 30 minuti) aggiunto al bagno, lo profuma e quiete soggetti nervosi. L'infuso di lavanda si utilizza per lavare i capelli grassi, usandolo dopo aver adoperato uno shampoo neutro e sgrassare bene i capelli.

L'abitudine di mettere le sommità fiorite di lavanda in sacchetti di carta per profumare la biancheria è una pratica celebre e antica forse meno noto è il fatto che questa simpatica usanza era parte di un rituale che non sarebbe esagerato definire magico: particolare doveva essere infatti la posizione del sacchetto e la cucitura che lo chiudeva. Talvolta i sacchettini venivano portati al collo come portafortuna. I fiori della lavanda erano utilizzati fin dall'antichità per ricavarne l'essenza tutt'ora assai stimata. Oltre questa prerogativa, che la rendeva preziosa in profumeria, la lavanda dimostra proprietà officinali non trascurabili.

Essa è un ottimo antisettico delle vie uro-genitali e come tale può essere impiegata per combattere leucoree, cistiti, nonché le infiammazioni intestinali a carattere infettivo, come talune diarree. Contro le affezioni che colpiscono l'apparato respiratorio, la pianta sviluppa un'azione espettorante e fluidificante, per cui può essere impiegato per combattere tossi, bronchiti, laringiti di asma. Per questi casi si utilizza l'infuso preparato lasciando riposare per qualche minuto 15 g di fiori in 1 l d'acqua bollente. Si filtra e se ne consumano da uno a tre tazzine al giorno dolcificato con un cucchiaino di miele e una scorza di limone.

 

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