Disfagia problemi deglutizione

Difficoltà a deglutire

La disfagia i sintomi

Problemi nella deglutizione disfagia

La disfagia è il termine tecnico per definire una alterata deglutizione; si riconoscono fondamentalmente 2 forme principali di disfagie: in quella cosiddetta oro-faringea si fa fatica a trasferire volontariamente il cibo dalla cavità della bocca nell'esofago. Le cause possono essere trovate in processi infiammatori della cavità orale della faringe ma anche affezioni neurologiche (come il morbo di Parkinson o la distrofia muscolare). La disfagia esofagea è invece la forma senz'altro più comune: si avverte una sensazione di blocco, come se il cibo si arrestasse in corrispondenza dello sterno, un disagio che si risolve solo quando, insistendo nel deglutire con l'aiuto di un sorso di acqua, il cibo raggiunge finalmente lo stomaco (oppure, se così non è, quando viene rigurgitato all'esterno).

Le cause sono svariate: un restringimento del tubo esofageo (stenosi) causato da una infiammazione cronica dell'organo (conseguente in genere al reflusso di succo acido dello stomaco); alterazioni dell'innervazione (come gli spasmi esofagei diffusi); le formazioni tumorali; la presenza di un diverticolo in corrispondenza della faringe e l'esofago che, riempendosi con parte del cibo inghiottito, finisce per causare un difficoltoso transito degli alimenti (ma soprattutto alito cattivo, rigurgiti e tosse). La diagnosi per la disfagia può contare su svariati esami strumentali, come l'esame radiologico del tratto superiore del tubo digerente o l'esofagogastroduodenoscopia.

Altri esami che potranno essere richiesti dal curante possono essere: la Tac del torace, l'esame attuato con radioscopi, la pH-metria con il quale si misura il livello di acidità e la mamometria esofagea che misura il tono dello sfintere esofageo inferiore. La disfagia è un disturbo non facilmente curabile con i fitoterapici: le piante utilizzate possono aiutare a combattere i sintomi correlati come l'ansia, la depressione o l'angoscia, per non riuscire a deglutire correttamente il cibo.

Nel primo caso può essere utilizzata la passiflora, ricca di alcaloidi indolici, flavonoidi, steroli, pectine, tannini e acidi polifenolici) sotto forma di estratto fluido, nella dose di 15 gocce tre volte al giorno, circa 30 minuti prima dei pasti principali. In alternativa possono essere utilizzate le foglie e le sommità fiorite (2 cucchiaini) per preparare un infuso in associazione con i fiori di lavanda (2 cucchiaini) e 200 ml di acqua naturale a elevato apporto di calcio e magnesio. Assumere, a temperatura ambiente, circa 30 minuti prima dei tre pasti principali, sorseggiando lentamente dopo aver infuso le due piante. Con l'aggiunta di alcune gocce di succo di limone o di pompelmo, può essere consumato durante i pasti, per facilitare il passaggio del bolo alimentare attraverso l'esofago, ricordando sempre di bere molto lentamente e solo dopo aver completamente terminato la masticazione.

Nei casi in cui il paziente manifesta i sintomi della depressione, può essere somministrato l'hypericum perforatum sotto forma di tintura madre, nella dose di 30 gocce, con poca acqua tre volte al giorno, lontano dai pasti, privilegiando la mattina a digiuno e la sera poco prima di andare a letto. Se il paziente si presenta particolarmente agitato, soprattutto in previsione di un pasto, o di uno spuntino, può essere di aiuto assumere la tilia tomentosa 1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, due volte al giorno con poca acqua, circa un'ora prima dei pasti principali. In alternativa il dosaggio può essere frazionato in 25 gocce quattro volte al giorno in corrispondenza dei tre pasti e di uno spuntino al giorno.

 

 

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