Fuoco di sant'Antonio

Cure e rimedi herpes fuoco di sant'Antonio

Herpes zoster fuoco di sant'antonio rimedi

Herpes zoster rimedi naturali

Il Fuoco di sant'Antonio è una infiammazione della pelle scatenata da un herpes virus, l'agente virale HVZ (varicella-zoster), responsabile della varicella, in pratica questo herpes si contrae per la prima volta si ammala di varicella; l'apparato immunitario debella la malattia, impedendo che si ripeta ma non riesce a sradicare completamente l'herpes che resta localizzato nei gangli nervosi del midollo spinale, dove resta quiescente. In seguito a una diminuzione della sorveglianza immunitaria, il virus dell'herpes, può allora riattivarsi, migrando lungo le vie nervose e producendo nell'area di pelle corrispondente la tipica eruzione dell'herpes zoster.

Sintomi herpes zoster

Si tratta dunque di una ganglionevrite acuta, un herpes che può colpire diversi territori cutanei: nel 50% dei casi la localizzazione del virus dell'herpes zoster è intercostale, compare un dolore toracico a un solo lato del corpo, bruciante, accompagnato da un risentimento dei linfonodi ascellari e seguito, dopo 3-4 giorni dalla comparsa, di svariate chiazze rosse, ricoperte da grappoli di vesciche che abbracciano solo la metà del torace e non oltrepassano la linea mediana.

Il contenuto liquido di questi “sacchetti” derivati dall'herpes si intorbida, le vesciche si rompono e si afflosciano, producendo alla fine delle crosticine che cadono in una decina di giorni. Questa affezione legata all'herpes, che tocca il 20% della popolazione nella fascia di età compresa tra i 50 e i 70 anni, più di rado può interessare anche l'area del cranio, nella fattispecie il nervo oftalmico o le sue diramazioni, con lesioni che finiscono per coinvolgere la fronte, le palpebre, l'ala del naso e la congiuntiva.

L'eruzione dell'herpes può anche colpire il condotto uditivo esterno: la nevralgia post erpetica è la complicanza più frequente, caratterizzata da un dolore che persiste anche per molto tempo dopo la guarigione delle lesioni cutanee. Nella fase acuta può essere somministrato l'estratto secco di Andrographis panicolata (generalmente estratto dalle foglie e dalla parte aerea), nella dose di 6 grammi al giorno in un'unica somministrazione la mattina a digiuno, circa 30 minuti prima di colazione. Si consiglia di proseguire la terapia fino alla scomparsa dei sintomi: è controindicata in gravidanza. E' importante tenere presente che non si devono superare le dosi consigliate, per evitare lo sviluppo di disturbi gastrici come nausea e vomito.

Grazie alla sua azione immunostimolante, può essere usata per curare l'herpes anche il Faggio (gemme e giovani rami), sotto forma di gemmo-derivato, nella dose di 50 gocce al giorno, in un'unica somministrazione la mattina a digiuno, diluite in poca acqua, è consigliabile tenere, per pochi secondi, il preparato sotto la lingua, per facilitare l'assorbimento e potenziarne l'azione. Per alleviare il dolore dell'herpes può essere utilizzato l'Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens), sotto forma di estratto secco, in compresse gastro-resistenti, nella dose di una capsula da 1,5 grammi, tre volte al giorno, dopo i pasti.

E' controindicata questa pianta a chi soffre di ulcera gastrica e duodenale, è sconsigliato nei pazienti affetti da disturbi della colecisti, non deve essere somministrata in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine.

Un cataplasma con argilla verde ventilata posto sulla zona delle vesciche dell'herpes può alleviare il dolore che ne deriva (evitare di fare questo cataplasma nella fase in cui ci sono ancora le vesciche) , mescolando l'argilla con acqua fino a ottenere un “fango” spalmabile, che dovrà essere spalmato sulla zona, coperto con dei teli di cotone con sopra uno di lana, lasciando in posizione per un paio di ore: applicazione da ripetere anche tre volte al giorno fino a miglioramento della situazione.

 

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