Il Tè classico

Il tè classico Chajing

Nell'VIII secolo, durante la dinastia Tang, Luyu scrisse "Chajing - il classico del tè", in tre volumi e dieci capitoli (di ciui solo i primi cinque sono giunti fino a noi) in cui andava declinando un vero culto del tè. La natura dela pianta e gli utensili da usare per raccogliere le foglie sono descritti nei primi due capitoli, poi dettagliatamente vengono trattate quali foglie cogliere e quando, in particolare secondo il Chajing, le foglie di migliore qualità devono avere:

"...pieghe come gli stivali di cuoio dei cavalieri tartari, riccioli come la giogaia di un bue potente, distendersi come la bruma che sale da un crepaccio, brillante come un lago accarezzato dallo zefiro ed infine essere umide e morbide al tatto come la terra appena spazzata dalla pioggia."

Si passa poi a descrivere i 34 pezzi che costituiscono il servizio da tè, dal braciere a tre piedi fino al mobile di bambù che li contiene, il colore ideale della porcellana delle tazze per Luyu è il blu perché la sfumatura verde giada al tè, mentre il bianco , che lo renderebbe rosato, verrà preferito nei secoli successivi. Nella preparazione del tè, vengono eliminati tutti gli ingredienti in precedenza tradizionalmente aggiunti al tè tranne il sale (si veda lo scritto che introduce a questa sezione). Importante la scelta dell'acqua, la migliore è quella di montagna,poi quella di fiume e infine quella di pozzo (secondo quei tempi) ma bisogna prestare soprattutto attenzione alle modalità di ebollizione dell'acqua.

Avviene in tre stadi successivi: il primo a bollicine "come occhi di pesce" che affiorano sull'acqua, il secondo "come perle di cristallo" che corrono in una fontana ed infine il terzo "come onde" che saltano furiosamente nel bollitore.

Mentre si scalda l'acqua, la forma di tè viene posta davanti al fuoco finché diventa "tenera come il braccio di un bambino" (ricordiamoci che i cinesi usano il tè ancora nelle forme meno lavorate, al contrario di noi occidentali che preferiamo usare il tè in bustina, più pratico e igienico ma anche di qualità inferiore).

Quando l'acqua raggiunge il primo stadio di ebollizione si mette il sale, al secondo si aggiunge il tè e al terzo si versa un cucchiaio di acqua fredda per fissare il tè e "restituire all'acqua la sua giovinezza". Infine si riempie la tazza e si beve. le piccole foglie restano sospese come "nuvole in un cielo sereno o come bianche ninfee in uno stagno di smeraldo".

Diceva un poeta dell'epoca Tang:

"La prima tazza di tè umetta labbra e gola, la seconda rompe la mia solitudine, la terza penetra le mie viscere e ne allontana migliaia di ideografie estranee, la quarta mi procura una leggera traspirazione e tutto il cattivo della mia vita se ne va attraverso i pori della pelle, alla quinta tazza sono purificato, alla sesta vengo trasportato nel regno degli immortali.

La settima! AH! la settima... ma non ne possono bere di più. Sento soltanto il soffio del vento freddo gonfiare le mie maniche. Dov'è il paradiso? Ah, lasciatemi salire portato da questa dolce brezza!".

In epoca Song invece, l'assunzione del tè, preparato con polvere di tè in acqua calda, più che simbolica ascesi costituiva un metodo di realizzazione personale: Wang Yucheng celebrava la preziosa bevanda che "inondava la sua anima come una chiamata diretta e il cui sapore delicatamente amaro gli lasciava in bocca il gusto di un buon consiglio".

Si tenga presente che ciò che ho trascritto per voi, risulta essere il sistema usato per bere tè nelle epoche ormai lontane della cultura cinese, ma se si vuole bere un tè preparato bene è necessario che venga preparato secondo sistemi che implichino il non avere fretta.

Una volta fatta bollire l'acqua in un recipiente di ceramica o terracotta, si verserà sopra le foglie precedentemente lasciate dentro un recipiente di ceramica, aspettando poi almeno 10 minuti che le foglie rilascino il loro sapore: nel caso si desideri solo un tè leggero si lascerà in infusione le foglie per 5 minuti, poi si filtrerà il tè mentre lo si verserà così da separarlo dalle foglie che dovessero passare (mentre in Inghilterra le foglie si mettono dentro un colino a immersione di metallo, in cina si beve il tè anche con le foglie dentro).

 

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