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Curare insonnia finale con la natura

Quando il sonno arriva presto, è probabile che se ne vada anche prima del tempo, ecco quindi, per chi soffre di insonnia finale, alcuni consigli e informazioni inerenti a questo disturbo particolarmente fastidioso, che ormai colpisce parecchie persone in tutto il mondo civilizzato. Si tratta di uno dei disturbi che fanno dormire poco.

L'ultima variante di insonnia che viene riconosciuta, è quella finale, definita anche terminale, caratterizzata da un sonno beve a causa di un risveglio molto anticipato e dall'impossibilità di riprendere a dormire, in pratica gli occhi si aprono alle prima luci dell'alba e tali rimangono. Questo disturbo, che spesso si associa al sonno intermittente e talvolta ne è causato, pregiudica fortemente tanto la qualità quanto la quantità del riposo.

Non c'è dunque alcun problema ad addormentarsi, anzi spesso il desiderio di andare a letto è piuttosto precoce ma si riesce a riposare soltanto per 4-5 ore non di più. Spesso il problema dell'insonnia finale è legato al fatto che si sente arrivare il sonno molto presto, il proprio orologio biologico ha dunque bisogno di una messa a punto. Purtroppo questo disturbo del sonno, è accompagnato da una serie di sintomi riflessi come l'ansia mattutina,

Sonnolenza cause

Ecco alcuni consigli utili per chi soffre di insonnia finale:

* evitare i riposini durante il giorno;
* di giorno esponetevi il più possibile ai raggi del sole: la luce naturale ha un effetto regolatore sull'orologio biologico;
* evitate di bere troppo di sera per non correre il rischio di risvegliarvi la mattina per fare pipì;
* svolgete attività fisica durante la giornata e non la sera;
* cercate di andare a letto sempre alla stessa ora e non troppo presto;
* anche se avete tanti impegni trovate qualche istante da dedicare a qualcosa che vi piace fare, diverso rispetto alla vostra routine.

Errori da evitare insonnia finale

I farmaci che vengono generalmente prescritti per favorire il sonno, come la benzodiazepine, hanno una serie di controindicazioni oltre al rischio di assuefazione e a quello di indurre, se assunti per lungo tempo, sintomi simili a quelli che si desiderano combattere, inoltre molti sono più efficaci sull'insonnia iniziale, poiché hanno una azione di breve durata, ma possono poco o nulla sull'insonnia finale. Sarebbero necessari farmaci a rilascio lento e prolungato per ottenere un qualche effetto. Svegliarsi all'alba e dormire poco è tipico degli anziani, effettivamente molti studi parlano di una maggior incidenza dell'insonnia in chi ha una età avanzata, per una ridotta produzione di melatonina, l'ormone che regola il sonno, ma anche per presenza di malattie che possono scatenarla, come i dolori articolari, difficoltà respiratorie o per l'uso massiccio di farmaci (brutta abitudine dei medici) che hanno proprio l'insonnia come effetto collaterale, ma non sempre è così. Una ricerca condotta dagli studiosi del Center for Sleep and Circadian Neurobiology dell'Università della Pennsylvania e pubblicata sulla rivista Sleep ha preso in esame più di 15.000 adulti e ha concluso che la mancanza di preoccupazioni legate al lavoro e alla quotidianità migliora la qualità del sonno oltre i 60 anni (sempre che non si sia pensionati italiani) sottolineando come il fatto di dormire poco o male non sia una condizione necessariamente legata all'avanzare dell'età.

Cause insonnia finale

Chi soffre di insonnia finale spesso è una persona ansiosa, è in particolare quella che viene definita ansia anticipatoria quella di cui si è vittime, si è così preoccupati da quello che si dovrà fare che svegliarsi prestissimo sembra un modo adeguato per affrontare la realtà. Di solito chi soffre di insonnia finale ha una vita quotidiana molto stressante e la giornata viene percepita come carica di impegni o di compiti poco graditi. In pratica, l'insonnia che si sviluppa in questo caso è l'espressione del desiderio di riprendere a controllare la realtà e le situazioni, infatti a subire questo tipo di insonnia finale sono anche coloro che riducono al minimo lo spazio di piacere nella propria vita (volontariamente o involontariamente).

Rimedi insonnia terminale

L'insonnia terminale è quella che, più di altre, viene collegata a sindromi depressive, si tratta spesso di un disturbo che viene accusato da chi vede venir meno quello che è chiamato zeitgeber (dal tedesco zeit "tempo" e geber "che dà") ovvero lo stimolo esterno a rispettare orari precisi, come quando di deve andare al lavoro. Allora aumentano i riposini durante il giorno, mentre di notte si dorme poco. Il risveglio in genere avviene in occasione di una delle fasi REM che si succedono più volte durante la notte, quelle caratterizzate da un sonno meno profondo e più vigile. Durante questo tipo di insonnia possono verificarsi risvegli bruschi e improvvisi, spesso caratterizzati da uno stato ansioso, si viene letteralmente strappati al sonno, magari da pensieri o preoccupazioni che riguardano il giorno dopo. Il rischio è che avendo dormito un poco, si finisca per accontentarsi ritenendo normale il ridotto numero di ore.

Tra le erbe che possono aiutare a curare l'insonnia finale o terminale, vi è l'iperico o erba di San Giovanni: la natura solare di questa pianta aiuta a contrastare fenomeni depressivi con una azione sedativa e tonica al contempo che dà energia durante il giorno aiutando il riposo notturno. L'iperico agisce su alcuni neurotrasmettitori cerebrali come laserotonina e la dopamina, che donano tranquillità, è indicato anche per trattare le insonnie legate a depressione stagionale e quelle dovute alla menopausa. Si può assumere l'iperico come tintura madre per uno o due mesi: ne servono 20 gocce 2 volte al giorno, è disponibile anche come estratto secco, in questo caso la posologia generalmente consigliata è di una capsula 2 vlte al gionro lontano dai pasti. Attenzione: per l'uso dell'iperico chiedere al proprio medico o erborista di fiducia.

L'insonnia finale è spesso caratterizzata da bruschi risvegli accompagnati da ansia, in questo caso può essere di aiuto il rimedio floreale che si ottiene sempre dall'iperico, ovvero il fiore californiano Saint John's Wort: è un fiore che la floriterapia lega al sonno e lo consiglia se si hanno paure che prendono forma durante la notte, incubi o fenomeni di sonnambulismo, è indicato anche per chi è molto sensibile alla luce e si sveglia al primo sorgere del sole. Si prepara la dluizione ponendo 4 gocce di Saint John's Wort in una boccetta da 30 ml, insieme a 2 cucchiani di brandy e acqua. Se ne assumono 4 gocce 4 volte al giorno per almeno 3 settimane. I fiori di Bach che possono aiutare con l'insonnia finale, si ottengono dall'olmo, un rimedio speciale per chi si sente oberato da eccessivi impegni e per questo si sveglia all'alba. Un altro fiore contro l'insonnia terminale è il fiore di Bach Impatiens indicato per chi è stressato e percepisce il sonno come una perdita di tempo. Si prepara una diluizione ponendo 4 gocce del rimedio scelto in una boccetta come al solito con brandy e acqua e se ne assumono per almeno 3 settimane, 4 gocce 4 volte al giorno.

La melissa, pianta originaria dell'Europa, è una pianta capace di alleviare iquietudini e tristezza che possono essere alla base di un sonno che si interrompe troppo presto o troppe volte. Il modo più conosciuto di goderne i benefici è l'infuso di foglie o la tintura madre (20 gocce fino a tre volte al giorno) ma esiste anche l'acqua di melissa, un infuso alcolico ideato dai Carmelitani Scalzi che si può acquistare in erboristeria e che è adatto a chi, pur non trascorrendo l'intera notte in bianco, si sveglia con forte senso di ansia e a letto fatica a stare tranquillo. Potete assumerne un cucchiaio in mezzo bicchiere di latte, tutte le sere per un periodo di tre mesi. La lavanda è tra le piante che anche la tradizione associa al buon sonno, la sua è una azione equilibrante, efficace soprattutto in situazioni di ansia e depressioni minori, è adatta soprattutto per l'insonnia legata a sonno leggero, incubi e continui risvegli in stato di agitazione. Si può assumere come tintura madre, 20 gocce per 2 volte al giorno, per un periodo massimo di 2 settimane. L'olio essenziale di lavanda può invece essere utilizzato in un diffusore per creare un ambiente rilassato.

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