Storia Ayurveda

 Ayurveda yantra base dell'esistenza

yantra simbolo dell'universo

Origini dell'Ayurveda

L'Ayurveda venne scoperto e sviluppato da antichi saggi indiani chia­mati "Rishi". Grazie alla loro relazione (connessione) con il mondo spirituale e fisico, potevano capire la natura basilare dell'universo e il ruolo dell'uomo in esso. Essi svilupparono una tradizione di cono­scenza orale la cui flessibilità, le da la possibilira di crescere. Con la scoperta di nuove terapie e nuove erbe, con le nuove informazioni giunte da altre culture tramite il commercio, si formo il corpo dell'Ayurveda.

I Rishi erano scienziati molto progrediti nella cono­scenza di vari aspetti della medicina: chirurgia, medicina erboristica, effetto curativo di minerali e metalli, esercizio fisico, fisiologia, anato­mia umana e psicologia. La chirurgia prevedeva interventi difficili come il taglio cesareo Rishi (applicato con successo in Occidente solo negli ultimi 100 anni circa). Passate da maestro a discepolo per secoli, queste informazioni vennero scritte quando si sviluppò una lingua scritta: il Rig Veda (4500 anni fa), l'Atharva Veda (3200 anni fa) e altri testi.

Con il diffondersi dell'Ayurveda in altre civilta si riconobbe la sua adattabilità e spesso l'Ayurveda venne integrato in forme di medicina locali. L'Ayurveda ha avuto una profonda influenza sulla medicina in Tibet, Cina, Persia, Egitto, Grecia, Roma e Indonesia. La medicina ayurvedica venne soppressa in India durante la colonizzazione inglese, nel 1833 la Compagnia delle Indie chiuse e bandì tutte le scuole di Ayurveda. Per quasi cento anni l'Ayurveda venne soprannominato "la medicina dei poveri", venne praticato solamente nelle zone rurali dove la medicina occidentale era troppo costosa o non disponibile. Con l'indipendenza dell'India, l'Ayurveda è rinato e si è messo al passo della "Medicina Occidentale". Attualmente il 70% della popolazione dell'India si cura con l'Ayurveda.

Nel 1978 a una conferenza sulla Medicina del Terzo Mondo sponsorizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) delle Nazioni Unite, si giunse alla conclusione che l'Ayurveda e il miglior sistema di medicina per le nazioni sottosviluppate. C'è la speranza che venga creata una medi­cina globale che si fondi sull'Ayurveda: il basso costo, l'uso delle erbe e dei rimedi locali, l'adattabilità a ogni tipo di clima e la ridotta dipendenza da prodotti farmaceutici, sono tutti aspetti favorevoli alla popolazione del mondo. La medicina occidentale, quella cinese e le medi­cine popolari tradizionali possono essere appropriatamente integrate in ogni realtà locale.

 

 

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