Erbe e Amore

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La maga e la strega che, sotto il pallido riflesso della Luna, va in cerca di erbe che lei sola conoscee che devono essere raccolte nelle notti di plenilunio, è una figura che appartiene alla bassa, mediocre letteratura del Medioevo. Il periodo storico di circa Mille anni che va dalla caduta dell'Impero Romano (476 a.C. ) al primo Rinascimento (sec. XV) è fin troppo ricco di leggende, di storie di incantesimi e di stregonerie. In realtà le erbe non sono mai state nemiche dell'uomo e se la strega ne raccoglieva alcune per i suoi misteriosi filtri, con molta probabilità, lo faceva per “puntellare” con un mazzetto di pianticelle (note a lei sola) il suo prestigio, la sua credibilità. Le erbe erano, insomma, uno degli indispensabili “attrezzi” del suo esercizio.

Che un erba possa spingere qualcuno a innamorarsi della persona che gli serve un infuso, fatto con quella stessa pianta, è un fenomeno, oltreché incredibile, inverosimile, in contrasto con la realtà scientifica (anche se certi mezzi possono essere messi in atto ...a chi lo sa fare). Vi sono vegetali tossici, velenosi, ma che si sia sicuri non esistono piante che abbiano il potere di suscitare sentimenti diversi da quelli che un individuo prova nel suo animo mentre spesso reazioni similari scambiate per sentimenti, le piante possono procurarle grazie all'azione delle sostanze e droghe in esse presenti, che agiscono come degli attivatori enzimatici e quindi copiano i “sentimenti” che le persone spesso scambiano per amore quando invece si tratta solamente di attrazione fisica, di quella “chimica” di cui si parla scaturisca tra due persone al primo sguardo e altro non è che vera e propria risposta endocrina derivata dagli ormoni emessi da entrambe le persone.

Eppure per alcune centinaia di anni si è creduto (e qualcuno ci crede ancora oggi) che un fiore o uno stelo di quella particolare pianta possa accendere passioni oppure stroncarle se non desiderate; forse a quelle credenze antiche possiamo oggi dare una spiegazione se consideriamo l'effetto che certi vegetali producono sull'organismo umano. Prendiamo per esempio il caso di un uomo irritabile sofferente di insonnia che una donna del tempo ambiva avvicinare, ma che non riusciva a interessarlo a sé, sia per la sua patologica irrequietezza sia per la sua insofferenza al prolungarsi di un colloquio. Bene, la donna va da una “maga” e questa le consiglia di offrire, alla prima occasione, all'uomo che si disinteressa di lei una tisana “miracolosa”, composta di lattice di lattuga e alcol. La bevanda versata in una bottiglia di vino, fatta ingerire all'uomo, si trasforma in un perfetto tranquillante: d'ora in poi egli avrà sonni tranquilli, prenderà nuovamente amore alla vita e, standogli alle costole, l'inseguitrice non avrà più timore di perderlo; anzi, sarà lui a cercare istintivamente colei che gli procura, con il suo vino”stregato”, sogni beati e perfino eccitanti.

E' un esempio ma da qui si può risalire ad altre analogie e consimili situazioni. E' chiaro che le erbe in questo caso hanno soltanto rimesso in sesto un equilibrio neurovegetativo carente, favorendo così la distensione nell'individuo malato e rendendo più facile un suo “cedimento” amoroso, ottenuto con ben altri mezzi, come la scaltrezza e la fine arte femminile di farsi accettare da un uomo (cosa che oggi è quasi sparita). Oggi le erbe possono ancora conquistare il cuore di un uomo o di una donna ma in ben altro modo: una donna che sappia usare nella giusta misura le erbe aromatiche in cucina (oggi poche sanno anche solo cucinare) o l'uomo che offra alla donna un delizioso dissetante a base di erbe, ha maggiori probabilità di conquistare l'essere amato che non la donzella che ricorreva alle streghe (e ancora vi fa ricorso). Il piacere di mangiar bene e di bere è un segno del nostro tempo perciò non sembri gratuita la mia affermazione di poco fa.

 

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