Fitolacca la pianta dei nativi

Fitolacca americana rimedi naturali tribù indiane

Pianta di Phytolacca Americana (fitolacca)

Usi della fitolacca americana rimedi naturali

Altri nomi: cremisina, cremisina uva turca, uva da colorare, amaranto.
Parti utilizzate: radice fresca, bacche mature.

La fitolacca è una pianta arbustivo-arborea che può raggiungere anche i tre metri, fusto eretto spesso arrossato e glabro, foglie alterne a lamina lanceolata, fiori in racemi eretti con rachide arrossata, perianzio sepaloide, bacca arrotondata, lucida nero-purpurea, in grappoli lungamente persistenti. Originaria del Nod America, predilige gli orti e gli incolti e viene coltivata per le bacche usate percolorare il vino, ma anche per usi medicinali ma solamente in America. Si segnalano casi di avvelenamento di bambini, per ingestione delle bacche.

Proprietà: Lassativo catartico, antitumorale, antireumatico, contro il cancro.

Medicina popolare: la fitolacca è stata usata come antiscorbuto e come emetico.

I medici che resero popolare la fitolacca, conoscevano questa pianta per essere un potente stimolante del sistema linfatico e un rimedio per l'artrite nonché per varie malattie della pelle. Oggi, gli erboristi usano con cautela la fitolacca per condizioni simili mentre gli scienziati ricercatori hanno confermato le proprietà antivirali, antitumorali, antimicotiche, antireumatiche e immunostimolanti della fitolacca. Un gruppo di dottori del XIX e del XX secolo, lasciarono un ampio corpus di scritti sull'uso clinico delle piante dei Nativi americani, fra cui la Phytolacca. Sapevano che questa era un potente rimedio per i casi di mastite, cisti mammarie, tumori ai testicoli, al seno e altri tipi di cancro. Era giustamente considertata una potente medicina da usare con cautela per contribuire a curare gravi disturbi.

Oggi si usano preparazioni omeopatiche e radioniche di fitolacca, piccole dosi della tintura, bacche essiccate ed estratti della radice o delle bacche (se si usano le bacche state attenti a non masticare i semi ma ingoiate il frutto secco così com'è perché nei semi si trova una sostanza che può avvelenare mentre se non si masticano i semi, questa sostanza passa attraverso l'intestino senza arrecare danni e viene espulsa). Le bacche di fitolacca si impiegano in caso di infezioni croniche o acute come immunostimolante e alterativo del sistema linfatico, come efficace antinfiammatorionell'artrite reumatoide e patologie simili e come parte del trattamento per malattie del seno quali mastite, cisti e cancro, oltre a essere usate per la dermatofitosi e altre malattie micotiche della pelle.

Le bacche della fitolacca sono molto interessanti in quanto contengono più sostanze benefiche e meno tossine rispetto ad altre parti della pianta, ad eccezione dei semi. Alcuni anziani abitanti degli Apalachi ingeriscono da una a tre bacche intere, senza masticare i semi, come tonico per i reumatismi, dicono che i semi non facciano male purché non li si schiacci con i denti.

Le ricerche condotte in Italia hanno dimostrato che gli enzimi delle bacche sono in grado di neutralizzare le tossine nei semi. Comunque per sicurezza non masticate mai questi frutti se volete usarli, ma non affidatevi al fai da te, invece chiedete a chi è preparato prima di ingerire qualsiasi cosa. L'unico caso documentato di decesso dovuto alla fitolacca in 35 anni è il caso di un bambino morto dopo aver ingerito del "succo d'uva" fatto con una grande quantità di bacche spremute, in cui i semi erano stati schiacciati, comunque non corriamo pericoli inutili: ciò che riporto qui è solo a titolo informativo.

La verità è che la fitolacca, se usata correttamente, è sicura ed efficace, può essere tossica se ingerita in modo improprio, ma è decisamente meno velenosa rispetto ad altre piante e a numerosi farmaci "sicuri" di oggi che provengono dalla farmacia. Uno studio pubblicato nel 1995 da Krenzelok e Provost analizzava dati su un periodo di 10 anni ottenuti da centri antiveleni americani, in cui si scopriva che la fitolacca era la settima pianta velenosa per frequenza di ingestione, ma nel 64,3% dei casi non aveva dato nessun effetto negativo, nel 5,8% dei casi "effetti lievi" e nello 0,4% dei casi "effetti moderati"; non era riportato nessun decesso.

Gli scienziati continuano a studiare potenziali usi della fitolacca: in Africa si sta considerando la capacità della fitolacca di controllare la schistosomiasi, una parassitosi che si contrae bagnandosi in acque che contengono una certa specie di lumache. L'uso esterno della radice di fitolacca, ad esempio nei cataplasmi, non comporta nessun rischio. Le foglie della fitolacca sono commestibili se sottoposte a doppia bollitura, ma il consumo di foglie e radici crude può indurre gastroenteriti con forti attacchi di vomito e diarrea. La fitolacca ingenere viene usata sotto forma di tintura, con un dosaggio di una goccia al giorn, è sicuro assumere tre bacche essiccate al giorno per un mese, ingerite intere senza masticare, seguite da una bacca essiccata al giorno per un mese. Non eccedere nella dose.

La fitolacca si trova spesso in applicazioni toniche come pomate, unguenti e oli, alcune persone usano la tintura di radice di fitolacca per una o due settimane consecutive per combattere i sintomi del raffreddore, l'influenza, il mal di gola, la mastite o la tonsillite. Per trattare la pelle infiammata a causa di eczemi o psoriasi, usare un fazzoletto di 12x12 cm imbevuto in 60 ml di acqua calda con 5 gosse di tintura fino a tre volte al giornope run massimo di due settimane. Dieci gocce di una miscela di succo di bacche mature di fitolacca e alcol in parti uguali si possono somministrare ogni 30 minuti per trattare il croup membranoso e spasmodico. L'uso della radice di fitolacca pe trattare linfedema, infiammazioni ai testicoli, dolore alle ovaie o come alterativo per il cancro dovrebbe essere supervisionato da un medico. Ci sono delle precauzioni da osservare.

L'ingestione delle radici, delle foglie e dei frutti di fitolacca può essere tossica per gli animali, ivi compreso l'uomo: i sintomi dell'avvelenamento da fitolacca includono sudorazione, bruciore alla bocca e alla gola, grastrite grave, vomito, diarrea emorragica, offuscamento della vista, conta elevata dei globuli bianchi e svenimenti. Se il consumo delle bacche o radici è superiore ai 14 grammi, o a 10 bacche nel caso di bambini, possono verificarsi coma e morte per paralisi respiratoria. Non sono stati definiti parametri di sicurezza per le donne in gravidanza o allattamento o per bambini al di sotto dei sei anni, quindi in questi casi, in ogni caso, meglio non farne uso per nessun motivo. Non usare la radice di fitolacca in presenza di malattie del fegato o dei reni.

"L'esposizione accidentale ai succhi della Phytolacca americana tramite ingestione, contatto con ferite sulla pelle e con la congiuntiva ha indotto effetti ematologici in vari soggetti, fra cui i ricercatori che studiano la specie." ( G.K. Rogers, 1995)

Negli Stati Uniti non si trovano in commercio estratti di fitolacca, in quanto la FDA li considera troppo tossici per essere usati senza controllo dal grande pubblico (in compenso come anche io, ma non solo, ho spesso denunciato, le autorità ci obbligano o ci permettono di usare medicine che spesso si sono dimostrate altamente tossiche o mortali...l'incongruenza del guadagno), ma è possibile imparare a usare questo medicamento con la guida di un erborista esperto o di un naturopata. In Australia, invece, la tinutra può essere acquistata nelle parafarmacie.

AVVERTENZE: Come ho già specificato nel corso del testo, non voglio assolutamente spingere al consumo di questa pianta, di sue parti o preparati non ben riconosciuti dagli enti preposti, ma solo riportare informazioni su antichi usi riguardo a piante che venivano usate (in parti lo sono anche oggi) da popolazioni native americane. Nel caso decidiate di procurarvi parti di questa pianta per ingerirle a scopo di sperimentazione o cura, vi assumete l'assoluta responsabilità di eventuali danni poiché siete stati avvisati adeguatamente dei rischi che si corrono nell'usare la fitolacca.

Fonti:

* "Alberi segreti e virtù curative" Franco Fornasaro Edizioni Magnus
* "Nexus New Times" Numero 107 - edizione italiana del Dicembre 2013

 

 

 

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