Guarigione sciamanica polinesiana

Sciamano polinesia maori

Tecniche maori di guarigione

Chiunque può imparare a guarire, si deve solamente credere nelle proprie possibilità e imparare a connettersi alla sorgente di tutto. Ognuno di noi può diventare il mediatore o comunicatore di questa energia, la "persona di mezzo" che porta la guarigione usando l'energia o le cognizioni derivate dalla saggezza della sorgente di Tutto.

Tutti possiedono la capacità di attingere alla "sorgente" e portare le energie degli altri o le proprie a vibrare in maniera più elevata così da favorire la guarigione e bilanciare il Wairua ( la forza vitale, il Chi o Qi cinese, il Ki Giapponese, il Prana Induista) della persona da trattare. Se la persona che si tratta con l'energia, riesce a superare i suoi legami emozionali che hanno generato la malattia, allora la persona guarirà, concetto che include l'autoguarigione.

I disturbi provengono da livelli differenti della struttura fisica, mentale o spirituale della persona, spesso il malato non si rende nemmeno conto coscientemente di quale possa essere l'origine dei suoi disturbi mentre a livello subconscio la sua mente lo sa bene.

Ognuno possiede sette corpi energetici che interagiscono con le emozioni e i pensieri della persona, anche se è sbagliato vedere questi corpi come gli strati di una cipolla (come viene spesso descritto), invece sarebbe necessario comprendere lo schema compenetrante di ogni corpo più sottile con quello più energeticamente più pesante e fisico, il quale diventerebbe effettivamente il corpo "esterno" del precedente, mentre quello sottile non solo lo vestirebbe ma lo compenetrerebbe.

Per esempio, la persona con problemi a una mano, molto probabilmente non vuole fare qualcosa connessa all'uso di quella mano, solitamente la mano che si usa per scrivere per le cose inerenti all'azione materiale mentre per le situazioni interiori o spirituali o comunque non materiali, si tratta della mano di "supporto". Spesso nella tecnica maori di guarigione energetica si usa una speciale "protezione" fatta di "luce bianca" visualizzata e proiettata a protezione di chi opera, così da non venire "infettati" dal malato e dai suoi problemi interiori.

Il guaritore agisce per equilibrare la persona che ne ha bisogno non per guarirla, quello solo la persona stessa può farlo: ci si lava le mani prima di agire, si deve ovviamente aver trovato un posto tranquillo per fare il trattamento, si possono recitare (se si è dei maori) le preghiere di guarigione in lingua maori, chiamate Karakia, o waiata oppure usare musica soft, così come agire senza musica se lo si preferisce.

Wairua Hononga

Dobbiamo innanzitutto determinare quale sia la mano "dominante" a livello energetico che ci appartiene: tenete entrambe le mani di fronte a voi con le palme in su, focalizzando la vostra attenzione sulla vostra mano sinistra cercando di percepire il flusso di energia proveniente dalla vostra mano. Poi, mentalmente, concentratevi sulla mano destra e vedete quanto è forte l'energia di quella mano.

Una palma deve predominare avendo un flusso maggiore di energia poiché, così come non siamo tutti ambo destri (ovvero che usiamo entrambe le mani alla stessa maniera nella vita mondana così è anche a livello energetico), ognuno possiede una parte che predomina. Dovete percepire una corrente d'aria che affluisce dal palmo della mano verso l'esterno, oppure dei formicolii, un maggiore calore, dei brividi, qualunque sia la parte del corpo che state sperimentando con l'afflusso energetico per valutare la mano predominante.

Ora mettete le mani, con i palmi rivolti l'uno verso l'altro, di fronte a voi. Tenetele circa a 10 centimetri di distanza l'una dall'altra, muovete le mani lentamente avanti e indietro, dovreste sentire l'energia che emanano le due mani, come se aveste qualcosa di "gommoso" tra le mani anche non toccandosi tra di loro. Provate a verificare quanto lontano potete allontanare le mani continuando a percepire il flusso emanato da esse, quando la sensazione svanisce, mentre muovete i palmi avanti e indietro quello è il massimo di distanza alla quale al momento arriva la vostra aura collegata alle vostre mani.

Cerchiamo ora di toccare la Wairua o fonte della vita, il campo dell'energia spirituale. Potreste collegare l'idea (per farvi capire meglio) la wairua a un campo energetico di luce bianca, o all'idea di spirito guida, una figura religiosa o un maestro, al proprio Sé superiore, la sorgente della conoscenza, al mare di coscienza che collega tutte le cose, diciamo che in molte culture è paragonabile all'idea di Dio che compenetra, crea e riassorbe tutto ciò che esiste sotto a qualsiasi livello esistenziale.

Connettetevi a questa fonte, lasciate che l'energia venga a voi, potreste percepire come una sorta di sensazione di caldo, delle vertigini, una strana euforia o molto altro, dipende da quanto siete in equilibrio dentro di voi e da quanto siete aperti nelle vostre percezioni, ma soprattutto da come reagisce il vostro veicolo fisico, il corpo, all'energia sottile e spirituale.

Dovete abituarvi a questa sorta di unione cosciente con l'energia del creato bilanciandone il flusso nel vostro corpo, ogni giorno. Per fare questo nella maniera più semplice, trovate una pianta che vi attiri e che abbia preferibilmente dei problemi, ponetela su un tavolo, mettete le mani di fronte a voi con le palme in su.

Massaggio hawaiano polinesiano guarigione

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Toccare il Wairua

Percepite le energie che iniziano a muoversi attraverso il vostro corpo, percepite le vibrazioni nelle palme delle mani, mettete le mani su entrambi i lati della pianta a circa 3 centimetri di distanza dalla pianta. Inviate energia avanti e indietro da un palmo all'altro (basta che vi immaginiate o lo desideriate perché l'energia va dove la mente si concentra e fa ciò che la volontà vuole).

Immaginate di avere delle linee di energia che si colleghino tra le mani, permettete alla vostra mente di diventare tutt'uno con la pianta, collegatevi energeticamente ad essa tramite il cuore, l'emozione dell'amore che tutto unisce, è possibile che tramite questa unione riceviate anche delle immagini mentali dalla pianta che non vi appartengono (con l'esperienza saprete distinguerle dai pensieri vostri).

Cercate di vedere la pianta sana e in piena salute. A seconda della gravità del problema potrebbe essere necessario ripetere il procedimento anche per parecchi giorni, tutti i giorni, nel caso la pianta muoia significa solo che o la pianta non voleva sopravvivere (come accadrebbe anche per un paziente bloccato a letto senza possibilità di ritornare indipendente) o che la pianta non voleva continuare a vivere e ha rifiutato il vostro aiuto.

Alle volte la natura e le entità viventi sanno meglio di noi cosa sia meglio per sé stesse, ed è giusto lasciarle andare in pace piuttosto che ostinarsi a tenare di tutto per salvarle quando non c'è più alcuna possibilità di successo.

Whakaora Tahau

Sedetevi o sdraiatevi in un luogo tranquillo, stendete le palme delle mani verso l'alto (se vi sdraiate ponete semplicemente le palme verso il soffitto lasciando rilassate le braccia a contatto con il suolo), sentite la vostra connessione con la Sorgente di cui ho appena parlato, percepite le energie che passano attraverso le palme delle mani, rilassatevi. Respirate profondamente, chiudete gli occhi, mentalmente collegatevi al vostro corpo fisico (spesso non siamo coscienti dei processi del nostro corpo materiale mentre ora dovete entrare in sintonia cosciente con esso), percepite dove è presente dolore o tensione.

Ponete le mani in quella zona e inviate energia per guarire: se il dolore è alla schiena, potete inviare energia di guarigione attraverso la parte anteriore del corpo perché possa raggiungere la schiena, dovete solo ordinare mentalmente all'energia di andare dove c'è dolore o tensione e guarire la parte.

Se non è presente dolore, potete mettere le mani sul vostro cuore, il centro di wairua, e inviare energia di luce e amore, questo vi renderà più luminosi quando incontrerete altre persone, se ne renderanno conto ma senza sapere cosa avete di diverso rispetto al solito. Se soffrite di dolore emotivo più che fisico, mettendo le mani sul cuore fate si che possa funzionare superando il dolore emozionale, alleviando il dolore che provate.

Non si può cancellare un dolore emotivo con la sola imposizione delle mani, ma riuscirete a superare piano piano le difficoltà dell'accettazione di ciò che ha generato la sofferenza, aiutandoci a diminuire la tristezza e la depressione.

Ringa Whakaora

C'è una energia vitale universale che fluisce attraverso tutti gli organismi viventi. Questa energia ci lega insieme e ci unisce in un tutt'uno: nel corpo umano, questa energia vitale scorre liberamente dentro, attraverso e fuori dal corpo, quando è in uno stato di salute e interezza, è questo flusso di energia che nutre tutti gli organi e i vari sistemi del corpo. Questo flusso di energia crea un campo di energia intorno al corpo che può essere percepito e misurato oggettivamente e anche fotografato (fotografia Kirlian).

Quando son presenti malattia, dolore, ferite, ecc, questa Energia Vitale viene bloccata nel suo libero flusso, cosa che o anche rendono meno nutrita una o più zone fisiche, che alla fine si ammalano. Questo problema di flusso può essere facilmente percepita da un guaritore. Cerco di sfatare un erroneo pensiero delle persone verso i così detti guaritori: un guaritore non è colui che guarisce, nemmeno il medico guarisce, essi cercano con differenti strumenti e metodi (o dovrebbero farlo) di riportare all'equilibrio naturale la vita all'interno dell'intero essere che si trova malato, quindi in un situazione di squilibrio.

Per percepire il flusso energetico si usa lo scanning del corpo mettendo entrambe le mani affiancate, con le palme rivolte verso il basso, di fronte al corpo da "scannerizzare". Si comincia dalla parte superiore della testa, stando a circa 5 centimetri di distanza dal corpo e procedendo con movimenti lenti, fino a percepire l'energia e il suo flusso o eventuali buchi o masse strane.

Questo sistema lo si usa per tutto il corpo, davanti e dietro. Sensazioni di formicolio, calore, freddezza, pesantezza, sono tutte (ma non solo queste) sensazioni che accompagnano lo scanning dell'aura, che indicano ognuna una situazione ben precisa che ognuno identifica con una situazione energetica (non per tutti infatti la pesantezza identifica per forza un blocco antico di memoria che fa soffrire, potrebbe anche essere altro).

Il Ringa Whakaora (tocco terapeutico), lavora con l'interazione tra i campi energetici (aure) che avvengono tra guaritore e malato. Il contatto fisico non è necessario perché a livello fisico e e grazie alla volontà focalizzata, i campi di energia del guaritore e del paziente diventano un tutt'uno, è a questo punto che il guaritore potrebbe prendere gli stessi problemi del malato quindi si chiede una certa circospezione, addestramento e educazione adatta da un maestro vero non new ager.....

In questo caso, il malato deve volere veramente, anche a livello inconscio, di guarire veramente. Un bisogno di usare la malattia per attirare l'attenzione, anche a livello inconscio, possono infatti fermare il processo di guarigione. Come ho detto è sempre il malato che guarisce sé stesso, il guaritore lo aiuta solamente a ritrovare la giusta strada per vivere serenamente.

La tecnica del Ringa Whakaora, può essere praticata sui bambini, gli animali domestici e le piante così come gli adulti. La ricerca scientifica non da molto credito a queste pratiche, non riconoscendo indici di guarigione significativi a riguardo, ma si sa che sulle statistiche la medicina spesso (così come la scienza in genere) danno indici maggiori a tecniche verso le quali sono più interessati e benevoli piuttosto che riconoscere il benessere portato da tecniche non invasive e molto più naturali. I pazienti, di solito, riportano un maggiore senso di benessere e di sollievo dal dolore dopo le sessioni Ringa Whakaora, ma tutto è commisurato dal livello spirituale della persona malata.

Dopo il trattamento di guarigione, l'energia disponibile viene ridistribuita, il guaritore spesso canalizza l'energia della sorgente universale nell'aura del paziente, come fosse una riserva supplementare per il malato, da utilizzare a suo piacimento. Questa tecnica, ai fini pratici, rispetta pienamente l'etica del guaritore perché rispetta il libero arbitrio del malato e per il fatto che non comporta danni per chi la subisce.

Ogni guaritore e ogni paziente interagiscono in modo diverso; un guaritore deve fare affidamento sulla propria intuizione per decidere il modo migliore per rispondere a qualsiasi forma di energia che un paziente richiede. L'immaginazione dirige la guarigione; nodi aggrovigliati di energia, riscaldamento delle zone fredde, levigatura palpitante o macchie ruvide o che altre visualizzazioni che consentono un flusso di colore energizzante così che l'energia possa fluire attraverso l'aura del malato.

Alcuni guaritori parleranno durante la sessione, spiegando continuamente quello che stanno facendo o percependo. Alcuni karakia (guaritori) recitano emozioni liberatorie, preghiere sacre (waiata) o riproducono musica soft mentre praticano la guarigione. Molti combinano il Ringa Whakaora con le terapie affini, come il massaggio o la digitopressione.

Attenzione perché troppa energia può arrecare nervosismo o mal di testa a chi riceve il Ringa Whakaora. Le principali funzioni del Ringa Whakaora sono il rilassamento e la riduzione del dolore, che permettono al paziente di assumere un ruolo più attivo nella sua stessa guarigione.

Un guaritore non ha bisogno di credere in questa filosofia per essere in grado di guarire usando Ringa Whakaora; lui/lei ha bisogno solo del desiderio di aiutare il malato. Nemmeno il paziente ha bisogno di credere, deve solo essere disposto ad accettare aiuto ai suoi problemi, una apertura vera mentale e di cuore.

Non è necessario che la persona trattata si svesta, può rimanere vestita purché si senta a suo agio, può tenere anche oggetti metallici addosso anche se è meglio (sempre per un senso di libertà e non costrizione fisica) che li si tolgano fino alla fine del trattamento poi possono essere indossati nuovamente.

Il vero guaritore non accetta denaro per guarire, spesso ha un lavoro che gli consente di vivere ma nell'aiutare gli altri, il fatto di accettare denaro, rende un mercenario il guaritore che quindi perde molta della sua credibilità. Se si vogliono veramanete aiutare le persone in difficoltà, si deve scegliere il sacrificio di avere un lavoro che ci mantiene che non abbia direttamente collegamento con la guarigione energetica.

Ad esempio si possono anche commerciare cristalli o cose vicine alla spiritualità o alla propria pratica, ma non si accettano soldi per i trattamenti energetici perché si mancherebbe di rispetto alla sorgente di vita che ci ha tutti creati.

 

 

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