Come Dove Quando

Training Autogeno: come, dove, quando

sassi ovali su acqua zen

Training Autogeno Ipnosi

Di seguito darò dei consigli a cui è bene che vi atteniate, soprattutto all'inizio dell'allenamento; poi avanzando lungo il vostro percorso di crescita, scoprirete ciò che è meglio e vi si adatta, ma non abbiate fretta di fare di testa vostra. Quelle che seguono sono delle linee guida per i principianti, imparerete anche a “improvvisare” una volta che avrete capito come agite interiormente e come agiscono le tecniche (per altro molto semplici) del training autogeno.

Ambiente

Per allenarvi scegliete un luogo preciso, preferibilmente a casa vostra. Il luogo più confortevole possibile, dove possiate essere sicuri di non essere disturbati, riducete al minimo la possibilità di distrazione. Staccate il telefono, spegnete la radio, televisione, stereo e abbassate le luci fino a creare una piacevole penombra infine sarete pronti a cominciare.

Momento giusto per praticare training autogeno

Anche il momento ha la sua importanza perché per il periodo dell'allenamento dovrete fare gli esercizi due, tre volte al giorno con regolarità e costanza. L'errore più grave che possiate commettere è proprio di mancare questa sistematicità, perciò fissate delle pause dedicate a questo scopo durante la giornata dopo un po' vi accorgerete che sarà diventata una abitudine che, come tutte le abitudini, con l'andar del tempo sarà per voi una necessità. Chi lavora può esercitarsi al mattino dopo essersi lavato e avere fatto colazione, oppure poco dopo il ritorno da lavoro o la sera dopo mangiato. Ricordate che però avere lo stomaco indaffarato nella digestione, specie se di alimenti pesanti o troppi, non vi consentirà di allenarvi quindi restate leggeri o modificate gli orari rispettando i vostri doveri e necessità.

Abbigliamento per Training autogeno

Non è necessario alcun abbigliamento particolare, l'unica cosa importante è che non dovete sentirvi costretti da vestiti, quindi allentate la cravatta se la tenete, la cintura o la gonna, togliete l'orologio, gli occhiali e le scarpe (tanto non vi servirebbero). Preparatevi insomma come se doveste schiacciare un pisolino.

Durata dell'esercizio di ipnosi

Soprattutto all'inizio è bene che il vostro esercizio non duri a lungo. Rimanere concentrati è molto difficile e cinque minuti di vera concentrazione sono più che sufficienti. Man mano che si aggiungono fasi successive (nel training autogeno gli esercizi sono sei) potrete eseguirne due, tre ad ogni sessione, fino a giungere a completare tutto l'esercizio in un tempo non superiore ai 10 minuti.

La postura del training autogeno

immagini posture training autogeno

Posizioni training autogeno

Gli esercizi possono essere eseguiti stando distesi o seduti; le posture del training autogeno sono tre: posizione supina (pancia in su distesi) in poltrona e del “cocchiere” e sono state studiate in modo da fare assumere al corpo una posizione tale per cui tutte le tensioni muscolari siano ridotte al minimo.

Posizione supina

In questa posizione del training autogeno, il corpo è normalmente sdraiato su una superficie che non deve essere né troppo dura né troppo morbida, con le gambe leggermente divaricate e le braccia che non assumono la classica posizione lungo i fianchi poiché sarebbe innaturale, lasciatevi guidare dal vostro corpo e le braccia cadranno sempre lungo i fianchi ma leggermente aperte all'altezza dei gomiti. Potrete avere un cuscino non troppo alto sotto la testa ma nulla che faccia contrarre i muscoli cervicali, un cuscino anatomico sarebbe l'ideale ma sempre non troppo alto, se vi sdraiate per terra è bene avere un tappetino da meditazione sotto il vostro corpo.

Posizione seduta

E' importante che lo schienale sia sufficientemente alto in modo da consentire di appoggiare la testa e i braccioli abbastanza ampi da poter appoggiare le braccia senza che scivolino. L'ideale è una poltrona anatomica che vi permetta di appoggiare anche le gambe mentre siete seduti e praticate training autogeno, è bene evitare poltrone troppo morbide che possano costringere il corpo a infossamenti poco distensivi. Le mani e le dita sono appoggiate inerti sul bracciolo, le gambe sono separate l'una dall'altra in modo da non toccarsi tra loro, le ginocchia possono ricadere spontaneamente all'esterno, i piedi saranno ben aderenti con tutta la pianta. Delle posizioni sedute non descriverò la posizione del cocchiere perché personalmente non la riconosco utile poiché crea tensioni alle vertebre cervicali e a quella del torso superiore.

Al termine degli esercizi di training autogeno è sempre bene fare alcuni esercizi di movimento per aiutare il corpo a rientrare nella sua “fisicità” migliorando al contempo il contatto con la realtà. Ricordate di tenere un diario dei vostri esercizi da scrivere subito dopo aver finito il training autogeno così da verificare se vi sono stati progressi.

 

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