Esercizio del Calore

Esercizio Training Autogeno Calore

cerchio di vetro colorato rosso training autogeno

Training Autogeno Calore

L'esercizio del calore ci permette di stabilire un equilibrio nel delicato meccanismo che a volte ci fa sudare, impallidire, arrossire apparentemente al di là delle nostre capacità di controllo, questi fenomeni dipendono dalla tensione dei muscoli che regolano il flusso sanguigno nei vasi periferici, il cui rilassamento è avvertibile con una sensazione di caldo asciutto, ma vediamo di procedere con ordine. Nel primo esercizio che ho descritto, quello relativo alla pesantezza, agivamo sulle fasce muscolari striate che comandano il movimento, ma il nostro corpo ha anche muscoli lisci che regolano diverse funzioni come il flusso del sangue nelle arterie o i movimenti degli intestini. Il sistema nervoso di norma regolerà la tensione di questi muscoli in modo automatico secondo il bisogno: se fa freddo i muscoli cominciano a tremare per generare calore mentre se fa troppo caldo lo stesso meccanismo genererà fresco disperdendo calore interno per far raffreddare gli organi importanti. Questi fenomeni vengono regolati dal sistema nervoso simpatico e quello neurovegetativo, però essi possono essere influenzati da fattori psicologici, basti vedere come un atleta intento a partecipare a una gara, pur non essendo entrato nel vivo dell'azione, ha già il cuore che batte forte e il flusso sanguigno accelerato. L'esercizio del calore ci permette di riacquistare il controllo di queste funzioni facendoci vivere l'esperienza di equilibrio naturale così che noi si possa usarle come punto di riferimento nelle nostre sensazioni. Prima di passare alle modalità di esecuzione dell'esercizio posso ricordare le sue origini che, come il training autogeno, risalgono a esperienze di ipnosi, infatti i soggetti che erano riusciti a raggiungere un notevole livello di rilassamento dei vasi periferici sotto ipnosi riferivano una sensazione piacevole di caldo asciutto, sensazione confermata da dati oggettivi come ad esempio un aumento effettivo della temperatura degli arti.

Esercizio del calore training autogeno:

Una volta acquisita padronanza nell'esercizio della pesantezza potrete, alla fine di questo, aggiungere quello del calore. Riportate l'attenzione al vostro braccio destro (o sinistro se siete mancini) cercando di visualizzarlo nel modo più vivido possibile e pronunciando mentalmente la formula:

il mio braccio è caldo

Ripetetelo mentalmente per sei volte o anche più se vi sentite e terminate poi con la formula di chiusura:

io sono calmo

dopo di che potrete ricominciare gli esercizi di ripresa, per tornare a contatto con la realtà (vai agli esercizi di ripresa). Col passare dei giorni noteremo che la sensazione di calore si propagherà anche all'altro braccio, a questo punto negli esercizi, aggiungerete la formula:

le mie braccia sono calde

cercando di visualizzare entrambe le braccia, unite dalle spalle, come un tutt'uno, così come avevate fatto con l'esercizio della pesantezza. Una volta raggiunta una certa omogeneità nella sensazione di calore alle braccia potrete aggiungere la formula:

le mie gambe sono calde

E' tuttavia consigliabile, qualora si provi per caso la sensazione di calore in una zona qualsiasi dal collo in giù, favorire e rinforzare l'esperienza sottolineandola con una formula corrispondente. Quindi se sentite calore alle gambe mentre ripetete mentalmente “il braccio è caldo” non fate nulla per impedire che tale sensazione diventi più marcata. La vividezza nella visualizzazione è importantissima in tutti gli esercizi di Training Autogeno, non bisogna assolutamente cercare di far diventare caldo il braccio, dobbiamo come al solito porci in una specie di atteggiamento di ascolto del nostro corpo scoprendo che il braccio diventa caldo. La sensazione di calore si diffonderà quando la muscolatura si sarà naturalmente rilassata per agevolare ciò è importante cercare di visualizzare una situazione da noi vissuta piacevolmente in cui le nostre membra erano calde. Per la struttura delle parole da usare durante l'esercizio vi rimando all'esercizio della pesantezza e del frazionamento, la struttura rimane infatti la stessa, come detto in un altro scritto, se cambiate le parole va bene purché vi ricordiate di usare le parole centralizzate.

 

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