Esercizio del Respiro

Esercizio del respiro

scogliera su mare

Rilassare respiro Training Autogeno

Se ci poniamo in ascolto del nostro respiro la prima cosa che noteremo sarà il suo ritmo: spesso l'impressione successiva sarà la preoccupazione che non si tratti del ritmo giusto, magari giudicandolo troppo veloce o non abbastanza profondo, eccetera... Tutto ciò è molto naturale perché, respirando, soddisfiamo il bisogno di ossigeno del nostro organismo, bisogno che varia moltissimo secondo l'attività del momento, anche se vi ho già dimostrato che il nostro corpo si adatta alle proprie condizioni in base a ciò che è atteso ma non è ancora accaduto. Lo stesso fenomeno purtroppo avviene anche in situazioni esattamente opposte, vale a dire quando il pericolo o lo sforzo richiesto sia passato, spesso quindi ci troviamo in una situazione di stress psicofisico non giustificata dalla situazione reale ma da cui non riusciamo a liberarci perché sembra che i meccanismi di regolazione ci abbiano preso la mano sfuggendo al nostro controllo. Tuttavia se da una parte il ritmo del nostro respiro è sensibilissimo ai nostri stati d'animo dall'altra è anche vero che per respirare il nostro corpo non ha bisogno di alcun controllo da parte nostra. Quando dormiamo, ad esempio, continuiamo a respirare e continuano a farlo anche coloro che hanno la disgrazia di svenire o perfino di cadere in coma. Ciò si spiega fisiologicamente perché i centri di regolazione del respiro non sono localizzati nella corteccia cerebrale, sede delle funzioni mentali superiori, bensì in zone più antiche e in parte decentrate, ciò permette al nostro organismo di mantenere efficiente la funzione vitale della respirazione anche in mancanza di coscienza altrimenti avremmo sviluppato lo stesso meccanismo insito nei cetacei che sono costretti a far riposare metà del cervello alla volta altrimenti annegherebbero. L'esercizio del respiro prende atto di ciò e si basa su un principio elementare: se noi rinunciamo a qualsiasi controllo sul nostro respiro questo assumerà spontaneamente il ritmo più naturale. Per avere idea di quale sia il ritmo naturale della respirazione personale, basatevi sul ritmo del respiro di quando dormite, infatti in questi casi il ritmo respiratorio assume un ritmo meno “spigoloso” e frastagliato ma più “rotondo” ovvero un respiro continuo e senza pause (a meno che non si soffra di crisi di apnea notturna, allora in questo caso significa che esistono delle tensioni a livello fisico-psichico), calmo e profondo.

Esercizio del respiro svolgimento:

Dopo aver terminato l'esercizio del calore con la formula “io sono calmo” ponetevi in ascolto del vostro respiro ripetendo mentalmente la formula:

Il mio corpo respira tranquillo e naturale

La cosa più importante è assumere un atteggiamento passivo nei confronti della nostra respirazione, siate solo spettatori, qualsiasi tentativo di correggere il ritmo è destinato a indurre tensione, allontanandovi dal rilassamento. Immaginate di essere al mare, tutto è calma e silenzio (ok al mare in estate è una situazione impossibile ma voi provate a immaginare la scena immedesimandovi in essa) immaginate il ritmo delle onde di modo che corrispondano al vostro respiro, lasciatevi cullare dolcemente da questo ritmo cercando di accettarlo, farlo vostro. Piano piano il respiro prendere proprio il ritmo delle onde del mare, siate spettatori di ciò che avviene non intervenite in alcun modo lasciatevi semplicemente andare a ciò che immaginate e cercate di seguire. Condensate questa sensazione nella formula:

il respiro mi respira

Questa formula, che in un primo momento può sembrare assurda, è molto efficace per aiutarvi a liberarvi dalle responsabilità di respirare. Se entrate nell'ordine di idee che il respiro ha una propria autonomia potrete rilassarvi e lasciarvi andare più facilmente. Spesso l'esercizio del respiro nel training autogeno, permette di provare pesantezza e calore in modo molto più vivido e completo, altre volte avrete la sensazione che sia tutto il corpo a respirare (il respiro attraverso tutto il corpo è una delle tecniche esoteriche e, in special modo, appartenenti all'addestramento wicca o stregonesco). In questo caso potete visualizzare di essere sulle sponde del mare ed essere una spugna immersa nell'acqua perfettamente limpida, attaccati a uno scoglio, mentre vedete che la spugna, quindi voi stessi, si gonfia al ritmo delle onde che la cullano: dovete in questo caso immaginare che il respiro abbia lo stesso ritmo del respiro della spugna e sentirvi la spugna. Quando avrete deciso di smettere fate degli esercizi di recupero per riprendere delicatamente contatto con la realtà, muovetevi e stiracchiatevi come fanno i gatti, non fate esercizi che creino altra tensione.

 

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