Il Corpo

Coscienza del corpo

Stendiamoci su un comodo divano, rilassiamoci e ascoltiamoci. Oltre alle normali sensazioni come rumori, immagini mentali e odori, si potrà sentire il funzionamento del nostro corpo: il respiro, il battito cardiaco, un prurito improvviso, un muscolo che vibra, un brivido passeggero. Abbandonandoci ancora di più verranno a galla anche stati emotivi diversi secondo il momento: potremo sentire, allora, un senso di gioia anche apparentemente non motivata o un certo disagio o, magari, un po' di noia. I pensieri scorrono senza sosta affiora un ricordo, vorremmo fare qualcosa e ne proviamo in desiderio. Sappiamo di essere circondati da vari oggetti, di vivere in un mondo popolato, siamo consci, in una parola, di “essere”.

La consapevolezza, la percezione che l'individuo ha di sé, del proprio corpo e delle proprie sensazioni, delle proprie idee, del senso e della fine delle proprie azioni, è quel che si dice “coscienza” Questa viene di regola proiettata verso il mondo esterno mentre permane invece una costante tendenza a ignorare i processi fisiologici interni, almeno finché qualche mutamento particolare non venga a modificare la condizione “normale”.orso training autogeno riposo relax Questo può essere uno stato febbrile, o un senso di nausea, o un certo affanno dopo uno sforzo fisico prolungato, oppure uno stato di stress: tutte manifestazioni che entrano prepotentemente nella coscienza. Più difficile è saper ascoltare il battito sistematico del cuore o l'attività di alcuni organi per la voce dei nostri organi interni e le sensazioni del nostro corpo si appalesano quando tutto il resto tace.

E' per questo che l'esercizio del Training Autogeno si deve svolgere in silenzio, nel raccoglimento interiore, quando la coscienza è diversa dall'usuale. Il ritmo del respiro, del cuore, la sensazione relativa al nostro tono muscolare sono in primo piano, contrariamente al solito quando, tutti rivolti verso l'esterno, non ci accorgiamo neppure di respirare o di avere un cuore. In questo stato di ascolto passivo di ciò che accade all'interno del nostro corpo prendiamo dapprima coscienza del funzionamento dei nostri organi e poi impariamo piano piano a controllarli, a promuovere al nostro interno uno stato di piacevole quiete in cui le nostre masse muscolari sono rilassate, il sangue scorre fluido producendo un piacevole calore, il cuore e il respiro sono calmi e regolari e la mente è piacevolmente fresca.

Ma esercitarsi fin da principio nell'ascolto di tutte le funzioni dell'organismo sarebbe sbagliato perché la concentrazione dovrebbe applicarsi in un campo troppo vasto. Per questo il Training Autogeno consente di raggiungere la distensione concentrativa in sei settori:

1- Muscoli

2- Vasi sanguigni periferici

3- Cuore

4- Respirazione

5- Organi Addominali

7- Corpo.

Impariamo così a mettere ognuno di questi settori in stato di quiete e di distensione partendo da quello, più vicino alla nostra coscienza, relativo alle masse muscolari che ci servono per muoverci. Dopo che avremo imparato un esercizio passeremo al successivo. Man mano che si procede nell'allenamento e che le varie parti, gli esercizi, si integrano a vicenda, si raggiunge uno stato particolare, come essere immersi in una vasca piacevolmente calda con il capo piacevolmente fresco, con un senso di profonda calma interiore. Ho finora detto che è possibile imparare a controllare alcune funzioni fisiologiche interne al fine di produrre uno stato di distensione. Questa capacità è già patrimonio dell'essere umano, infatti la nostra psiche è già in grado di influenzare il corpo.

 

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