Coriandolo

pianta di coriandolo spezie

Pianta di Coriandolo

Coriandolo

Nome botanico: Coriandrum sativum

Famiglia: ombrellifere

Origine: Mediterraneo orientale, Egitto.

Habitat: predilige i climi temperati caldi, cresce bene nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, nei terreni leggeri, assolate, ben drenati.

Energia: Yang.

Organi affini: fegato, bile, organi riproduttori, sangue.

Proprietà terapeutiche: battericida, analgesico, carminative, digestivo.

Indicazioni terapeutiche: reumatismi, spasmi intestinali, flatulenze, digestioni lente, intossicazioni, fermentazioni intestinali, febbre, astenia, stanchezza.

Alcune piante della ruota di medicina degli indiani d'America, appartengono all'ovest, il "luogo in cui ci si guarda dentro", paese della sera, della vecchiaia dispensatrice di saggezza. Tra queste c'è il coriandolo, un seme viaggiatore la cui storia (lo dimostrano alcuni reperti rinvenuti aprendo le tombe di Deir el Bahari, risalenti alla XXII dinastia) comincia molti secoli prima di Cristo. Fu l'odore sgradevole pungente, simile a quello di un insetto schiacciato, a decidere il suo nome, che deriva dal greco korios che significa cimice. Indicato, assieme alla mirra, fiori di cipresso e antimonio nel papiro di Ebers (1500 a.C.) come rimedio risolutore di ascessi e tumori e come medicina contro le affezioni dello stomaco, del cuore e del fegato, per gli egizi delle piramidi era ounshi che, mischiato al vino, guariva le ulcerazioni della bocca e il mal di denti, arrestava le secrezioni uterine e calmava la tosse. I medici arabi lo applicarono con successo nel trattamento dei disturbi digestivi delle malattie da raffreddamento, riconoscendo nell'azione carminativa, pettorale e sedativa.

Furono i cinesi i primi ad intuire che del coriandolo potessero essere utilizzati, a scopo terapeutico in cucina, anche le foglie, amare e piccanti la radice, a condizione però di attendere la completa maturazione dei semi, momenti in cui l'aroma acre pungente sfuma come per incanto in un fresco bouquet raggrumato, dolce e speziato. Osservando gli intrecci di rami ricolmi di questa pianticella, figlia del sole del vento, i maestri di Feng Shui intuirono potesse essere un buon conduttore del Qi, il soffio vitale, invitarono quindi ogni famiglia a seminarla nel proprio giardino a guardia della casa e dei suoi abitanti che della pianta del coriandolo, come già detto si utilizzano a scopo culinario e terapeutico i frutti, le foglie (vengono aggiunte ad insalate, risotti o mangiate con il pane) e, in alcuni paesi, anche le radici. Secondo la medicina cinese favorisce la circolazione dell'energia nelle situazioni di stasi, trasformando e disperdendo l'umidità oppure quando l'influenza insorge con sintomi come mal di testa, senso di spossatezza, tosse, temperatura elevata, in questi casi si suggerisce la purea di soia al coriandolo, che sollecita i naturali processi di guarigione del corpo, stimolando gli organi emuntori e promuovendo la sudorazione e la diuresi.

Si prepara cuocendo 10 g di fagiolini soia in poca acqua per 10 minuti, quindi si aggiungono 20 g di semi di coriandolo e si prosegue la cottura per altri 10 minuti. Consumare una volta al giorno per diversi giorni.

semi di coriandolo

Semi di coriandolo

I medici cinesi prescrivevano brodo di coriandolo per accelerare le eruzioni cutanee nei pazienti affetti da malattie infettive come la varicella. In questi casi si tagliavano a julienne 100 g di carote, frantumando 60 g di semi di coriandolo e mettendoli in insieme a bollire in una tazza d'acqua per qualche minuto. Il tutto veniva consumato a partire dal secondo o terzo giorno di febbre, quando comparivano i primi segni, prendendole una volta al giorno solo se l'esantema non era ancora comparso.

Con semi di coriandolo e finocchio, un pizzico di semi di papavero, germogli di rose, grani di cardamomo, mandorle e un tocco di pepe nero gli indiani preparavano un tempo un'efficacissima bevanda dissetante e corroborante. Tuttavia i frutti del coriandolo compaiono anche nella lista degli ingredienti dell'acqua di melissa, rimedio tradizionalmente prescritto in caso di perdita di memoria, esaurimento nervoso, stanchezza e nervosismo.

In 1 litro di acquavite mettere in infusione una manciata di melissa, 10 pizzichi di coriandolo, una scorza di limone, 10 pizzichi di noce moscata, 10 pizzichi di cannella. Lasciare riposare all'ombra per una settimana, filtrare conservare il rimedio in una bottiglia di vetro a chiusura ermetica. Prendere un cucchiaino da caffè sciolto in acqua due volte al giorno.