Ginepro

ginepro su pianta

Ginepro spezia

Ginepro

Nome latino: Juniperus communis

Famiglia: conifere

Origine: Eurasia, Nord America, bacino del Mediterraneo.

Varietà: due principali. Il communis ampiamente diffuso in tutto il mondo, dalle caratteristiche Bacche verde-blu profumate. L'oxycedus tipico del bacino mediterraneo, dai cui frutti si estrae l'olio cadino.

Habitat: popola le lande e le torbiera, le pietraie magre di montagna, le pendici del Giura e le terre incolte dell'emisfero boreale.

Organi affini : polmoni, fegato, reni, pelle.

Proprietà medicinali: astringente, antisettico, balsamico, anche tossico, battericida, tremante, depurativo, diuretico, soporifero, tonico del sistema nervoso, antiartritico, antireumatico, sedativo del sistema nervoso, cicatrizzante, espettorante, dimagrante.

Indicazioni terapeutiche : diabete, cistite, reumatismi, acne, gotta, riniti, emorroidi, leucorrea, calcoli, eczemi, infezioni delle vie urinarie e dei polmoni, disturbi circolatori, tosse, bronchite, raffreddore, ferite.

Cugino primo del pino del cipresso, il ginepro popola le lande aride le cime dei monti più alti, costeggia le spiagge del Mediterraneo e sorveglia i campi di granoturco delle regioni più fredde. Secondo alcuni juniperus deriverebbe da "jumenta" (giumenta) e "parere" (generare) antico retaggio del tempo in cui le bacche venivano dati in pasto alle femmine del bestiame gravide, per facilitarne il parto. Per altri sarebbe stato il sapore pungente dei frutti a decidere del nome juniperus (dalle parole celtiche "gen", cespuglio, e "prus", aspro).

Albero rigoglioso e solare, fin dalla notte dei tempi è stato utilizzato, dal legno al frutto, per scopi terapeutici e propiziatori. Il popolo delle piramidi cospargeva le bacche, insieme ai cristalli di sale, sulle mortali spoglie del faraone durante i riti di imbalsamazione. Infine, prima di avvolgerne il corpo in candide bende profumate, né ungeva il corpo con olio di ginepro.

Nella ruota di medicina degli indiani d'America si colloca invece il ginepro sull'asse Nord-ovest-sud-est, luogo dove siedono le leggi e i maestri che transitano le storie in cui il percorso evolutivo dell'anima si trova a un punto morto.

Le bacche con i loro principi attivi armonizzano e risolvono i sintomi (respiratori, intestinali e cutanei) attraverso i quali l'organismo cerca di espellere ciò che avverte come incompatibile è pericoloso per il suo equilibrio. Liberano il corpo dalle tossine, facilitano l'eliminazione dell'acido urico o la diuresi, detergono e disinfettano l'epidermide con applicazioni esterne.

L'azione delle bacche di ginepro si concentra sulle " prese di forma" del corpo, polmoni, pelle, intestino, zona limite, di confine, di scambio e sui "compartimenti stagni" della mente: idee preconcette, ricordi ed emozioni cristallizzate, che impediscono di pensare e agire liberamente.

Il profumo che emanano secondo la moderna aromaterapia, sblocca la situazione in cui ci si sente prigionieri delle proprie paure e aiuta a riprendere in mano le redini della propria vita. Sembra che gli indiani Cree si servissero delle bacche di ginepro per stimolare la diuresi; la radice invece veniva somministrata sotto forma di infuso contro la renella.

Gli uomini medicina della tribù dei Kuakiutl facevano bollire bacche e corteccia per un'intera giornata e utilizzavano il decotto come rimedio in caso di attacchi d'asma. I Lakota, gli Omaha e altre tribù indiane americane ne facevano ardere i ramoscelli e ne inalavano i fumi per combattere il raffreddore di testa coprendo il capo con una coperta in modo da non disperdere nei vapori.

Un uso improprio del ginepro può causare fastidiose infiammazioni, mentre alcune estemporanee ricette diuretiche mantengono la loro validità:

In caso di ritenzione idrica, un buon infuso diuretico si prepara lasciando in infusione 2 g di bacche di ginepro in 100 ml di acqua per due-tre minuti, bere due-tre tazze al giorno. In via preventiva si può ricorrere a un bicchierino al giorno di vino aromatizzato (si prepara lasciando macerare per una o due settimane in un barattolo di vetro scuro a chiusura ermetica due pugni di bacche di ginepro in 1 l di vino. Dopo aver filtrato, si imbottiglia).

Le bacche di ginepro sono state considerate fino al 16º secolo un potente antidoto contro il veleno venivano bruciate insieme al legno, inattaccabile tardi, durante le epidemie di peste per frenare il contagio. Con la scorza ridotta in cenere e sciolta nell'acqua si curavano lebbra e rogna.

L'olio di ginepro, conferma la moderna fitoterapia, delle sue proprietà depurative, sudoripare, antisettiche e rubefacenti e il rimedio ideale per trattare problemi della pelle. Opportunamente diluito diventa un'acqua aromatica in grado di detergere, tonificare e disinfettare l'epidermide.

Un tonico per disinfettare detergere si ottiene bollendo 10 g di frutti di ginepro in 100 ml di acqua per cinque minuti. Applicare poi sulla parte. Contro l'acne versare 50 g di bacche di ginepro e rametti triturati in 1 l di acqua bollente per 10 minuti. Filtrare e, una volta raffreddato, lavate il viso.

 

 

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