Pepe

pepe nero spezia

Grani di pepe nero

 

Pepe Nero

Nome botanico: Piper Nigrum

Famiglia: Piperacee

Origine: India sud Occidentale

Varietà: esistono più di 1000 specie di vite, diffuse in America, Asia e Africa. La varietà nera, bianca e verde provengono dai semi della stessa pianta, il Piper Nigrum, raccolti a diversi stadi di maturazione. Il Piper Cibeba produce il cubebe, dal piper longum si ottiene perché lungo, mentre dal piper guinense si ricava il pepe ashanti.

Habitat: coltivato nei paesi caldi, in Malesia, Indocina e Brasile, predilige i climi tropicali e i terreni umidi e soleggiati.

Energia: Yang.

Organi affini: ossa, midollo, seme vitale, sangue, nervi.

Proprietà terapeutico: antinfiammatori, febbrifugo, analgesico, digestivo, espettorante, diuretico.

Principali indicazioni: dolori reumatici e muscolari, febbre, contratture, tosse, mal di gola, stitichezza, meteorismo, stanchezza fisica e mentale, debolezza.

Secondo un'antica leggenda, quando nella notte dei tempi, la terra si aprì come una scorza e offrì spezie al cielo, gli Dei scelsero fra tutte il pepe e, per scongiurare il pericolo che gli uomini ne facessero incetta, lo affidarono alla protezione del serpente: precauzione inutile. I grani di pepe nero e pepe bianco derivano dalla stessa pianta, cambia solo il momento della raccolta.

I frutti del pepe nero, dal caratteristico aroma bruciante, vengono staccati dai rami ancora verdi, lasciati lentamente seccare fin quando non scuriscono, mentre per quelli bianchi, più piccoli e delicati al palato, si attende la completa maturazione: prima che la scorza rossa li avvolga, vengono lasciati macerare a lungo nell'acqua di mare, tornando candidi come la neve.

La varietà di pepe verde, dal gusto fresco, non troppo piccante, è una trovata recente, si ricava dalle bacche immature del pepe nero macerato in aceto di alcol, nulla da spartire con il pepe rosa, un falso pepe proveniente dalle bacche di un albero dell'America centrale, il cui aroma ricorda un misto di cannella, noce moscata e chiodo di garofano.

pianta pepe nero

pianta del pepe nero

 

Sulle rive del Gange i saggi rishi lo prescrissero mischiato al miele contro le malattie da raffreddamento di petto e perfino nella terapia dei disturbi gastrici, urinare, le coliche e della costipazione intestinale. Ancora oggi i medici orientali lo raccomandano a piccole dosi nelle situazioni in cui lo Yin predomina sullo Yang, da quando cioè, ci si sente sopraffatti, incapaci di prendere una decisione e ogni momento, dalle gambe al cervello, persino articolare un discorso, focalizzare un pensiero, costa fatica.

I prontuari di omeopatia lo prescrivono in dosi infinitesimali nelle difficoltà di concentrazione, nelle cefalee con dolore ai bulbi oculari e nelle palpitazioni: situazioni in cui il cervello imbriglia l'istinto e tiene in scacco il cuore. Forse anche perché, come spiega l'erboristeria alchemica, il pepe è dominato dal bellicoso Marte e partecipa della sua vulcanica ed esuberante natura, rinfocola gli animi amareggiati restituendo vigore alle membra rinsecchite e voce alle emozioni. Tra tutte le varietà di pepe i romani preferivano i piccoli frutti neri di forma conica della varietà piper longum, dal gusto intenso, ma non bruciante, anzi vagamente dolce, oggi molto diffusi in India, in medio oriente e poco in Occidente. Si racconta che con una partita di questi ultimi, i discendenti di Romolo e Remo, cercarono di corrompere il re dei visigoti Alarico nel 408 d.C., nel disperato tentativo di evitare il saccheggio della capitale.

Quando manca l'energia e l'entusiasmo, il pepe in coppia con la carne, secondo gli antichi manuali di dietetica cinese, può ravvivare la fiamma dell'energia Qi. Per questo veniva raccomandato alle donne in dolce attesa nelle otto settimane successive al parto, quando gli sorgevano problemi di anemia e debilitamento psico-fisico. Per fare questo si deve cuocere un cuore di maiale tagliato a pezzi, aggiungere il succo di zenzero e insaporire in particolari compete, chiodi di garofano, cannella, anice stellato e buccia di mandarino essiccata.

Ai primi sintomi di raffreddore, tosse e influenza, grattugiare 30 g di zenzero fresco e spremere il succo mescolarono con vino di riso, scaldare in un pentolino e aggiunge un pizzico di pepe. Bere prima di andare a letto. Contro i dolori addominali crampi e meteorismo, bollire 30 g di zenzero fresco a fettine con 1 g di pepe nero macinato in tre passa l'acqua, fino a ridurre di un terzo. Per tre volte durante l'arco della giornata.

 

Come antidolorifico il pepe vanta una lunga tradizione di successi. Miller nel suo erbario ne sottolineò con veemenza le lodi, dicendo che rafforzava i nervi alla testa, aiutando la vista, attenuando il mal di denti e i dolori da freddo dei nervi e degli arti; in aromaterapia ancora oggi si utilizza l'olio essenziale ricavato per distillazione delle bacche in corrente di vapore per alleviare dolori reumatici, spasmi muscolari indolenzimenti da affaticamento fisico. Per fare questo diluire tre gocce di olio essenziale di pepe in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e massaggiare le zone dolenti.