Peperoncino

 pianta del peperoncino

Pianta peperoncino

Peperoncino

Nome botanico: Capsicum annuum

Famiglia: Solanacee

Origine: America centrale e meridionale.

Varietà: di varietà di peperoncino ce ne sono almeno una cinquantina. Le più conosciute sonol'Abissynicum, proveniente dall'Abissinia, il Conycum meyvar, di origine orientale, il Conicum mill., dal sapore particolarmente aspro e bruciante e il piccantissimo Frutescens originario dei paesi tropicali (rientrano nella composizione del pepe di cayenna e del curry indiano).

Habitat: cresce spontanea nelle regioni tropicali e sub tropicali.

Energia: Yang

Organi affini: cuore, sistema circolatorio, apparato respiratorio, organi digestivi.

Proprietà terapeutiche: tonificante, riscaldante, battericida, antisettico, antispasmodico, afrodisiaco, digestivo, antireumatico.

Indicazioni terapeutiche: dolori acritici e muscolari, spasmi digestivi, intossicazioni, fermentazioni intestinali, stati febbrili, astenia, stanchezza.

Reperti archeologici appartenenti alle civiltà Azteca e Maya risalenti a 9000 anni fa, documentano che il peperoncino era conosciuto ed apprezzato nei territori dell'America centrale e del sud: in Messico la sua coltivazione potrebbe risalire a 5000 anni avanti Cristo.

Le popolazioni dell'America precolombiana lo gradivano particolarmente in una bevanda a base di fave di cacao (pianta donata secondo la leggenda dal dio Quetzacoatl perché avvertissero meno la fatica del lavoro dei campi), che sarebbe diventato in tempi moderni una cioccolata calda.

Incuranti del bruciore provocato dai semi spremevano il succo e lo applicavano sugli occhi in caso di congiuntivite, mentre con i frutti contusi preparavano un decotto antisettico per combattere le infezioni alle vie urinarie.

A introdurlo in Europa, furono i conquistatori spagnoli nel 15º secolo dopo la scoperta dell'America, insieme alle patate, al tabacco e ai pomodori, i suoi lontani cugini. Qui si ambientò perfettamente confortato dal clima caldo-umido del bacino mediterraneo. Il nome volgare del Capsicuum annuum deriva dalla parola orientale "peperi" che designava secoli fa il frutto della pianta del piede.

Il peperoncino fa parte della famiglia delle Solanacee insieme di piante ricche di virtù terapeutiche, ma potenzialmente tossiche come la mandragora, il giusquiamo e la belladonna, che un tempo facevano parte dell'armamentario delle streghe e rientravano nella composizione di svariati unguenti, pomate e pozioni dagli effetti allucinogeni.

La pianta del peperoncino si riconosce al primo sguardo dal fusto ricurvo, la radice a fittone circondata di radichette, le foglie alterne all'apice acuto e rette da un lungo picciolo.

I fiori sono bianco giallastri, talvolta vivace, dal calice a Campanella reclinato e nascono dall'ascella dei rami, i frutti invece, sono bacche generalmente allungate, gonfie e ricurve, eccezionalmente tonde piccole, dal colore rosso vivo, raramente verde o bianco giallastro e ricche di semi reniformi dal sapore pungente.

Il peperoncino secondo gli antichi manuali di medicina cinese, tonifica il Qi del polmone, il grande mantice del cuore che alimenta, giorno e notte, la fiammella della vita e, a ogni respiro, sospinge come un'onda leggera l'energia dentro i meridiani, perché la distribuiscono in tutto il corpo.

frutti peperoncino

Peperoncino

I medici indiani prescrivevano i frutti del peperoncino rosso o verde, freschi, in polvere o essiccati per alleviare i dosha Vata e Kapha, rinvigorire il corpo è rafforzare il sistema immunitario. Tra gli effetti farmacologici del peperoncino spiccano le proprietà batteriche, antisettiche, mucogenetiche ed espettoranti.

In abbinamento con l'aglio, potente antibiotico naturale, questa spezia, ai primi sintomi di malattie da raffreddamento, contribuisce ad attivare le difese del corpo, l'importante è non esagerare con le dosi: un consumo eccessivo e prolungato o irritare il tubo digerente degli urinari.

Quando nonostante otto ore di sonno filato, ci si alza dal letto stanchi, si può preparare una speciale "Nutella" al peperoncino ispirata all'antica tradizione Maya funziona come un ricostituente: per prepararla servono due cucchiai di cacao in polvere (quello non zuccherato ma proprio polvere di cacao), cinque di succo d'acero, due di crema di mandorle, cinque di acqua e un pizzico di peperoncino.

Dopo aver mescolato tutti gli ingredienti in una ciotolina, basta spalmarlo su una fetta di pane integrale. Secondo una recente ricerca, spargere ogni giorno i semi di peperoncino sulle pietanze, aiuta a disassuefarsi dal fumo, grazie a una sostanza contenuta nel frutto, la glico-proteina che avrebbe sui corpi effetti simili alla nicotina.

La vitamina C, inoltre, presente in buona quantità nei semi protegge il corpo dagli effetti negativi del fumo di sigaretta, tuttavia si consiglia di non superare la dose giornaliera di 1 g ogni 10 chili di peso corporeo.

Consigliato dai medici orientali contro gli spasmi dell'asma e della pertosse, il peperoncino indicato nelle infiammazioni della gola i gargarismi con soluzioni di alcolaturo di capsico curano la faringite, la laringite e debellano l'afonia.

In questo caso far macerare per due giorni in un barattolo a chiusura ermetica 100 g di alcol a 70° e 5 g di peperoncino contuso. Fare gargarismi con 15 gocce di alcolaturo mescolati a una tazzina d'acqua.

 

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