Rosmarino

rosmarino pianta

Pianta di rosmarino

Rosmarino

Nome botanico: Rosmarinus officinalis

Famiglia: Labiate

Origine: Bacino del Mediterraneo.

Varietà: condizionate dal clima e del suolo, differiscono secondo le zone geografiche.

Habitat: il rosmarino predilige i climi temperati caldi, cresce fino a 800 m nelle macchie mediterranee e nei luoghi aridi e incolti. Prospera sulle coste basse e rocciose della penisola e delle isole.

Organi affini: cuore, fegato, cervello.

Proprietà terapeutiche: tonico, stimolante, antireumatico, antispasmodico, digestivo, corroborante, antisettico, astringente, diuretico, antibatterico, drenante del fegato, coleretico, colagogo, cardio tonico, tonico del cuoio capelluto.

Indicazioni terapeutiche: dolori articolari, dolori muscolari, asma, tosse, raffreddore, disordini epatici, convalescenza, calcoli, astenia, gotta, dismenorrea, emicrania,ipercolesterolemia, pelle con acne, macchie cutanee.

Dei tempi in cui lo stesso vocabolo, sammu, indicava sia l'erba sia la medicina, nel lungo elenco delle verdi benefattrice dell'umanità un posto d'onore è riservato al rosmarino, le cui tracce sono state rinvenute nelle tombe delle più antiche civiltà: anche nell'Egitto dei faraoni, insieme a “anti”, incenso, “khari”, mirra e “sountin”, resina di teberinto. Il suo nome deriva dal latino ros marinus, che significa "rugiada del mare" e non poteva essere altrimenti, considerata la naturale predilezione di questa aromatica pianta per i litorali marini, sui quali durante la notte piovono "lacrime di sangue" che restavano le piante riarse dalla calura. La sua terra d'origine si estende lungo le coste montagnose della Spagna, l'Italia, della riviera, della Dalmazia, della Grecia e delle isole del Mediterraneo fino all'Asia minore. Secondo la mitologia Dioniso e Afrodite, dea dell'amore, avevano con la rugiada un rapporto privilegiato, ma non erano i soli.

Se un cespuglio di rosmarino raggiunge a malapena all'altezza di un uomo, o meglio, di una donna, c'è una ragione, che raccontava Ovidio nelle "metamorfosi". Il dio Apollo, innamorato della principessa Leucotoe, figlia del re di Persia, un giorno entrò nella sua stanza sotto le false spoglie della madre che, una volta licenziate le ancelle, la sedusse. Quando il padre seppe dell'inganno fece sotterrare la fanciulla in una fossa profonda e la coprì di sabbia. Apollo disperato, cercando invano di trarla fuori dal tumulo, le gridò a gran voce: " pur salirai nell'aria". Da allora all'inizio di primavera i rami di rosmarino rivestiti di una coperta di foglie aghiformi, indossano una nuvola di profumatissimi fiori color malva formati da due petali a forma di fauce.

Presente fin dalla notte dei tempi nel culto della medicina come ornamento rituale nell'antichità classica, il rosmarino si usava per spezzare il frutto della vite fermentato, la bevanda dell'immortalità e si poneva nella culla dei neonati come amuleto. Plinio lo descriveva per curare le affezioni del fegato e dalla vista, mentre altri due identificavano come medicina per i disturbi dello stomaco e della digestione. Tutti lo apprezzavano come strumento di purificazione personale e degli ambienti, godeva della stessa fama dell'incenso, con in più il pregio di non costare nulla e di esser sempre portata di mano proprio come la rugiada, che gli antichi consideravano "saliva degli astri".

Un tempo gli egiziani mettevano mazzetti rosmarino accanto ai loro cari defunti nella speranza che potesse tenere vivo, durante l'estremo viaggio, il ricordo di chi li aveva mandati. Il fumo dei rametti accompagnava le cerimonie rituali: matrimoni, battesimi e funerali. Gli uomini di scienza tenevano un rametto sulla scrivania, convinti che il suo profumo risvegliasse la memoria, del resto anche la delirante Ofelia nell'Amleto sussurrava a Laerte donandogli un rametto: "ecco dal rosmarino, questo è per la rimembranza, vi prego, amore, ricordate". Secondo i vecchi manuali di erboristeria, l'acqua nella quale le foglie e i fiori di rosmarino sono stati a macero durante la notte fortifica la vista e la memoria: grazie ai suoi effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale il rosmarino migliora la memoria e la capacità di concentrazione.

Questa antica ricetta di grande attualità per gli studenti e per quanti svolgono un lavoro intellettuale, a detta del Donzelli "conforta il cerebro humido, giova al cuore e corroba le membra nervose". Prendete 100 g di rosmarino, tre etti di zucchero, cuccette lo zucchero lasciando poi raffreddare, poi mischiate di i fiori di rosmarino e si continua ancora un poco a cuocere su fuoco così che i fiori regalino allo zucchero gli oli essenziali di cui sono in crisi. Assumere un paio di cucchiaini al giorno. Nella terapia delle malattie da raffreddamento il profumo solleticante di questa aromatica si conferma un eccellente rimedio contro catarro e sinusiti, svolgendo azione antisettica e insieme calmante e rinfrescante. Emulsionare due o tre gocce di olio essenziale in un cucchiaino di miele di eucalipto. Sciogliere in acqua calda, coprire il capo con un asciugamano e respirare dopo intensamente aromatici.

 

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