Salvia

 pianta salvia officinalis

pianta della salvia

Salvia

Nome botanico: Salvia

Famiglia: Labiate

Origine: Asia Minore.

Varietà: se ne conoscono oltre cinquecento specie, tutte caratterizzate dalle morbide foglie ovali e vellutate e dei fiori simili a labbra. Molte sono tipiche dei primi caldi, come Messico e Brasile e altre originarie delle regioni temperate.

Habitat: predilige terreni calcarei e soleggiati, ma anche pendii secchi pietrosi delle macchine e delle dorsali soleggiate, rifugge il freddo e l'umidità. Cresce spontaneamente nella zona mediterranea dell'Italia centro-meridionale, in Istria e in Dalmazia.

Energia: Yin-Yang.

Organi affini: sistema endocrino, sistema riproduttivo, fegato, vola.

Proprietà terapeutiche: antispasmodica, antinfiammatoria, decongestionante, tonificante della circolazione venosa, antisettico, equilibrante.

Indicazioni terapeutiche: amenorrea, mestruazioni irregolari, menopausa, acne, seborrea, caduta dei capelli, iper-sudorazione, dolori muscolari, spasmi, depressione, afte, stomatiti, bronchite, tosse spasmodica.

La maggior parte degli studiosi ritiene che il nome della salvia, cugino primo di menta e di Melissa, derivi etimologicamente da salvus , che significa "intatto, intero", un tributo di riconoscenza alla dea Salus, colei che assicura la salute, divinità Sabina il cui culto risale alla proverbiale notte dei tempi. C'è chi sostiene invece che salvia provenga dal tedesco "sal-bei", altri dal greco sozo che significa "conservo, proteggo", e da bios (vita), quindi letteralmente la pianta che conserva la vita. La salvia non ama vivere in grandi colonie e pur occupando talvolta estesi pezzi di terra, la pianta è sempre distribuita in ordine sparso. Col suo robusto apparato radicale ramificato e legnificato , le foglie morbide, ovali, allungate e vellutate di colore argenteo, i fiori odorosi e colmi di lettere, si nutre di sole e di rugiada. A mezza estate lascia cadere una semente e scompare dalla scena. Mentre i sacerdoti druidi le attribuirono il potere di resuscitare i morti, i greci le dedicarono un mito: secondo la leggenda il re dell'Olimpo appena nato fu allattato da una capra, Amaltea, in prossimità di un cespuglio di salvia e fu l'intenso profumo delle foglie e dei fiori di questa pianta a trasmettere all'arte della nutrice straordinari poteri.

I nativi americani offrono al grande spirito la salvia argentata in tutte le cerimonie rituali, da quando

".. uomini offesero gli animali e le si decisero che avrebbero mandato le malattie punire la gente. Il cervo mandò dolori reumatici, mal di testa e gonfiori delle articolazioni, gli uccelli…… dolori di stomaco".

Poi mossi a compassione, attraverso sogni e visioni, suggerirono alcuni rimedi e spiegarono che avrebbero loro insegnato come servirsene. Così i Lakota bruciano peji hota (l'erba grigia) nelle fumigazioni rituali, per allontanare gli spiriti del male, che non tollerano il suo profumo intenso, fresco e pungente. Con le foglie realizzano letti di salvia con cui ricoprono il pavimento della Sweet loadge (capanna del sudore), dove, dopo essersi purificati attraverso le lacrime e il sudore, nel corpo, nella mente e dello spirito, gli uomini di medicina attendono pazientemente un segno del cielo, che indichi loro "come colpire una malattia e farla morire prima che lei faccia morire l'uomo". La salvia è innanzitutto un tonico dell'apparato digerente del sistema nervoso: le foglie esercitano anche un'azione digestiva, antisettica e antispasmodica, stimolano fegato e stomaco nel loro funzioni, calmano i dolori e nausee e combattono l'atonia di origine psicosomatica. Per fare questo, macerare in 1 l di Porto (un alcolico portoghese), 80 g di foglie di salvia per una settimana. Assumere un cucchiaio da minestra prima di ogni pasto; in alternativa a mettere in infusione in 1 l d'acqua 30 g di foglie per cinque minuti: assumere una tassa dopo i pasti e una prima di andare a dormire.

Contro gli eccessi di asma, la medicina popolare consigliava le "pipatine" di polvere di salvia: un rimedio semplice, che consisteva nel caricare la pipa, invece che col tabacco, con foglie secche di salvia. Quando la tensione nervosa vi tiene svegli fino a notte fonda, lasciate in infusione che è di foglie di salvia in 1 l d'acqua per cinque minuti. Filtrate dolcificate con miele di tiglio e bevete prima di coricarvi (efficace contro l'insonnia, irrequietezza e i sudori freddi). Indiani d'America ne ricavavano un tè e sorseggiato la mattina a digiuno purificava il corpo con le sue proprietà diuretiche, antispasmodiche e costituenti in particolare, fanno della salvia un prezioso medicamento in caso di ritenzione idrica, oltre che per gotta e reumatismi. Un depurativo si prepara lasciando in infusione 20 g di foglie e fiori in 1 l di acqua bollente per cinque minuti. Assumerne tre tazze al giorno. È stato dimostrato scientificamente che l'infuso il decotto di foglie di salvia, per il contenuto di fitoestrogeni, sostanze che esercitano un'azione simile agli ormoni, combattono le disfunzioni ovariche, calmano i dolori mestruali, tonificano l'utero regolarizzano le mestruazioni,combattono le perdite bianche e alleviano i disturbi della menopausa. Per questi ultimi propositi lasciare in infusione per 10 minuti in 1 l di acqua bollente 15 g di foglie e fiori freschi di salvia filtrare e bere due tazze al giorno prima e durante le mestruazioni.

 

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