Zafferano

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pianta e fiori di zafferano

Zafferano

Nome latino : Crocus sativus

Famiglia: iridacee

Provenienza: originarie delle regioni orientali del Mediterraneo, è coltivato in Spagna, India, Turchia, Iran e Cina.

Habitat: predilige i climi secchi i terreni asciutti: si ambienta bene vicino al mare, nella macchia mediterranea, la tua luce e i periodi brevi di pioggia si alternano a lunghi periodi di siccità.

Energia: moderatamente Yang.

Organi affini: cuore, milza e stomaco, ghiandole endocrine.

Proprietà medicinali: digestivo, antispasmodico, tonico, lenitivo,emmenagogo.

Indicazioni terapeutiche: disturbi digestivi, amenorrea, dismenorrea, dolori da dentizione, ecchimosi.

Il nome deriva dal latino sofrarum che risale all'arabo zaferan: nel bacino del Mediterraneo si cominciò coltivarlo dopo l'invasione araba della Spagna nel 961 d.C. il predominio marittimo dei saraceni. Con i tulipani, suoi cugini lontani, il croco predilige i pendii rocciosi e soleggiati rifuggendo i prati freschi e umidi. Il suo calice a forma di imbuto di petri violaceo, perfettamente intonate ai colori dell'autunno che si formano direttamente dal bulbo, prima ancora del folle, ed emanano un profumo caldo e piccante.

Diversamente dagli altri fiori, durante la primavera e l'estate sonnecchia comodamente sotto terra; per concedersi allo sguardo attendere fredda mattina di dicembre. Il primo riferimento alle virtù terapeutiche dello zafferano compare nell'antico papiro Ebers risalente al terzo millennio avanti Cristo. Gli antichi testi di erboristeria alchemica vendicavano per impieghi come medicamento nei disturbi della regione inferiore, metabolica e riproduttiva del corpo della medicina araba infusi impacchi di oli medicati a base di Zafferano trovarono tradizionalmente impiego nel trattamento delle amenorree, delle dismenorree dolorose e delle anemie. Gli uomini di medicina ritenevano che, con la sua energia armonizzante, il fiore potesse restituire alla culla della vita, la sua capacità creativa. Recenti studi scientifici confermano la validità dell'intuizione, suggerendone l'impiego in caso di insufficienza ovarica; sembra infatti che la sua attività simile agli ormoni si rifletta intimamente nella sfera riproduttiva.

La polvere d'oro dello zafferano (così venne ribattezzata oltre che per le accese variazioni cromatiche anche per il costo proibitivo: 500 g avevano lo stesso valore commerciale di un cavallo), che si ricavava da tre sottili filamenti del fiore del croco (crocus), a Roma era di casa, sulle tavole di potenti commercianti facoltosi proprietari terrieri e divenne presto il simbolo di prestigio e ricchezza. Durante il Rinascimento le dame lo spargevano sui cibi per esaltarne l'aroma e sulle chiome per ingentilirle di riflessi biondo rame.

I medici della scuola medica salernitana lo tenevano in grande considerazione: "zafferano guarisce rallegrando e sanando il fegato, un dono alle energie degli arti infiacchiti".Secondo gli antichi testi di erboristeria alchemica le piante, come il crocus sativus,influenzata dall'interno, esercitano benefici influssi sul cervello, combattono le nevralgie, le nevrastenie sono eccellenti stimolanti psichici con 2 g di polvere di Zafferano, 10 g di radici genziana, un pizzico di trifoglio, tu pizzichi di valeriana, si aggiunge qualche foglia di Melissa, qualche bacca di ginepro. Si lascia poi macerare in 1 l di vino per 10 giorni: bere un bicchierino prima dei pasti.