Zenzero

Pianta di zenzero

Pianta di zenzero

Zenzero

Nome botanico: Zingiber officinale

Famiglia: Zingiberacee

Origine: Giava.

Varietà: vengono prodotte diverse in Cina, in India, Malesia, ma anche in Sierra Leone, Nigeria, Giamaica e Australia. La galanga minore pianta della stessa famiglia, è nota come zenzero cinese, l'asarum canadese come zenzero selvatico.

Habitat: vive dal livello del mare a 2000 m di altezza, è diffuso in Indocina e in Indonesia.

Energia: Yang.

Organi affini: sistema immunitario, nervi motori, organi riproduttori, cuore, cervello.

Proprietà terapeutiche: tonico, stimolante, riscaldante, carminativo,  antisettico, febbrifugo.

Principali indicazioni: febbre, malattie da raffreddamento, dolori reumatici, artrite, nausee, crampi addominali, diarrea.

Si narra che il mitico guaritore Charak soffiasse dalla mano polvere di zenzero riaccendendo la "fiamma della vita che brucia lenta nel ventre". E restituire la passione, il desiderio di amare e di essere amati a chi avesse scordato la mistica ebbrezza della medicina del fuoco. Il ginger, così lo ribattezzarono gli inglesi, ha raggiunto le sponde del Mediterraneo probabilmente a seguito dei mercanti felici, attraverso la via degli Sciiti , a bordo di una nave proveniente forse dall'isola di Giava,anche se numerose specie di questa pianta erbacea simile alla canna si incontrano anche Sumatra, Cina India e Giappone. Lo zenzero cresce sui pendii parzialmente ombreggiati e sviluppo nel terreno.

Spesso è strisciante, si gonfia in bulbi protetti da una lamina color sabbia, dai quali spuntano i germogli, che diventano lunghe foglie appuntite simile ad raggiungono l'altezza del ginocchio i fiori giallo violetto ricordano l'iris e l'orchidea: in mano ha un odore selvatico, simile a quello del bambù spezzato, che viene raccolto a mano quando i fiori appassiscono. Apprezzato sin dalla notte dei tempi per le qualità tonificanti e digestive, in Asia è coltivato da oltre 3000 anni. Gli orientali lo lasciavano macerare a lungo nel vino e nell'olio di rose per arricchirlo di speciali virtù curative. Ai bambini piace dolce, tagliato a fettine e candito cucinato a fuoco lento con zucchero e frutta nelle conserve; invece agli adulti fresco, affettato sottile insieme all'arrosto o spremuto come un limone sulle grigliate di pesce.

Sembra che un tempo le donne arabe, dopo averlo pestato a lungo nel mortaio e addolcito con miele integrale vergine, l'offrissero ai loro uomini a piccole dosi per nutrire i sensi e la fantasia amatoria, insieme a cannella, chiodi di garofano, noce moscata e pepe nero, lo zenzero rientrava nella composizione delle famose "pastiglie da harem" ( una specie di "stimolante" ante litteram) tanto gradite ai cultori di Venere. Sempre a base di zenzero, peperoncino e chiodi di garofano, era un portentoso elisir amatorio firmato Nostradamus: infallibile, ma con qualche effetto collaterale. Secondo l'ideatore, infatti, che dopo averlo trangugiato, non avesse trovato l'oggetto del proprio ardore altrettanto disponibile, sarebbe morto fra orribili contorcimenti.

radice di zenzero spezie

Radice di zenzero

I romani amavano i cibi speziati non stupisce quindi che adoperassero zenzero persino per insaporire il sale. Il fortunato abbinamento aveva un nome: sal canditus che vantava tra gli estimatori palati illustri anche perché la notizia che fosse in grado di sostenere i cultori di Venere in difficoltà, in 3000 anni, aveva fatto il giro del mondo. Per preparare questo sale si aveva bisogno di 340 g circa di sale integrale marino non raffinato e grigliato, 100 g circa di pepe bianco, 57 g di zenzero, 42 g di timo, 42 g di semi di sesamo, 100 g di origano, 57 g di issopo,due foglie di Nardo, due di prezzemolo, due di aneto.

Nella farmacopea cinese e nei classici confuciani lo zenzero era consigliato per problemi di digestione, nausea, mal di testa e indicato come rimedio universale dei fegatosi Yin ovvero quelli che non si scaldano mai (mantengono la calma che hanno mani e piedi sempre freddi), che soffrono di digestione lenta, la notte si svegliano sempre alla stessa ora (tra le tre e le quattro ) e tra le ragioni del cuore quelle della testa scelgono sempre le seconde. In questo caso bere ogni mattina a digiuno, per almeno tre mesi, un cucchiaio di olio di oliva con un pizzico di zenzero in polvere e qualche goccia di limone spremuto, disintossica il fegato, aiuta spurgare bile e schiarisce le idee.

Sembra che perfino Confucio avesse l'abitudine di tenerne sempre un pezzetto portata di mano, da masticare alla fine dei pasti per stimolare la digestione e che i mercanti cinesi imbarcassero sui loro velieri una grande quantità di piantine, per non correre il rischio di rimanere un'essenza durante le lunghe traversate. Fresco, essiccato o in polvere, lo zenzero aiuta a prevenire e risolvere disturbi gastrointestinali. In caso di mal di stomaco riscaldare una tazza di latte freddo con un cucchiaino di succo di zenzero fresco e un po' di zucchero. Bere al momento del bisogno.

 

 

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